L’Onu accusa Israele: "Usano gli aiuti a Gaza come arma"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ginevra, 6 maggio – Le Nazioni Unite hanno lanciato un’accusa senza precedenti contro Israele, sostenendo che gli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza siano stati trasformati in un’"arma" di guerra. Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), durante un briefing con la stampa, ha denunciato quello che definisce un "tentativo deliberato" di strumentalizzare gli aiuti, privando la popolazione civile di beni essenziali come cibo e acqua. "Gli aiuti dovrebbero essere forniti in base alle necessità umanitarie, non usati come leva", ha aggiunto, sottolineando come la situazione stia peggiorando in modo allarmante.

Intanto, le tensioni all’interno del governo israeliano raggiungono livelli critici. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha attaccato frontalmente il ministro della sicurezza Itamar Ben Gvir, definendo "disastroso" l’approccio che rischia di affamare i civili palestinesi e di compromettere la sorte degli ostaggi. Quello tra l’esecutivo e gli apparati militari è un conflitto sotterraneo, ma sempre più visibile, che dalle stragi del 7 ottobre 2023 continua a minare la stabilità delle istituzioni israeliane.

A Gaza, intanto, la crisi umanitaria assume contorni drammatici. Secondo il World Food Programme, i prezzi dei generi alimentari sono schizzati del 1.400% rispetto al periodo della tregua, mentre mancano persino gli antibiotici per curare i feriti. L’ONG EMERGENCY, operativa nella Striscia dal 2024, descrive condizioni "impossibili da gestire", aggravate dall’annuncio di un’ulteriore escalation militare e dalla decisione di affidare la distribuzione degli aiuti a compagnie private.

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