Drone iraniano in Kuwait, colpito un magazzino nel porto di Al Shuaiba
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Redazione Esteri
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Il drone iraniano in Kuwait ha colpito un magazzino nella città portuale di Al Shuaiba, dove un video amatoriale mostra il momento dell’impatto sulla struttura. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno confermato di aver effettuato attacchi contro il Kuwait nella serata di martedì, mentre l’esercito kuwaitiano ha comunicato che diverse strutture civili e di importanza strategica sono state prese di mira dalle forze iraniane. L’episodio si inserisce nella nuova fase di tensione tra Stati Uniti e Iran, segnata da attacchi con droni e da un aumento delle operazioni militari nella regione.
Gli attacchi in Kuwait e le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz
Gli attacchi con i droni contro il Kuwait arrivano mentre il confronto tra Iran e Stati Uniti registra nuovi sviluppi legati allo Stretto di Hormuz. I Pasdaran hanno annunciato la chiusura dello Stretto e l’attacco alla Quinta Flotta statunitense in Bahrein, mentre il Comando Centrale Usa ha comunicato la conclusione di una nuova ondata di raid durata sette ore contro obiettivi militari vicini allo Stretto e sulle coste dell’Iran. Le operazioni riportate dalle parti coinvolte mostrano un quadro di crescente contrapposizione tra forze iraniane e statunitensi.
Nel contesto degli scontri, Donald Trump ha nuovamente accusato l’Iran di essere “il bullo del Medio Oriente” e ha modificato la posizione sulla proposta di una tassa del 20% per il passaggio in sicurezza delle navi nello Stretto. Al posto del risarcimento, secondo quanto riportato, il presidente statunitense ha indicato la possibilità di accordi commerciali. Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero colpire ponti e centrali energetiche se l’Iran non accettasse un accordo su Hormuz, spiegando che gli attacchi contro l’Iran continueranno fino alla sua decisione.
Le dichiarazioni statunitensi hanno incluso anche l’ipotesi di colpire obiettivi del settore energetico iraniano e la possibilità dell’utilizzo di truppe di terra. Trump ha affermato che l’energia sarebbe stata lasciata per ultima e ha indicato come possibili prossimi obiettivi centrali elettriche e ponti. Parallelamente, i Pasdaran hanno dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz resterà in vigore fino alla fine dei bombardamenti, mentre sono state riportate anche informazioni su attacchi in Bahrein, Giordania e Kuwait.
Le reazioni regionali e la preoccupazione sulla Siria
Oltre agli attacchi che hanno coinvolto Kuwait, Bahrein e Giordania, nella regione emergono altre tensioni legate agli equilibri militari. L’emittente radiotelevisiva israeliana Kan 11 ha riferito che all’interno delle forze di sicurezza israeliane cresce la preoccupazione per quello che viene definito il consolidamento della presenza turca in Siria. Secondo una fonte citata dall’emittente, l’incursione della Turchia in profondità nel territorio siriano sarebbe solo una questione di tempo e la presenza turca viene considerata uno sviluppo complesso.
La fonte della sicurezza citata da Kan 11 ha sottolineato che la Turchia avrebbe molteplici interessi in Siria e che la presenza di un Paese con armi strategiche vicino ai confini israeliani richiederebbe monitoraggio e preparazione. Le informazioni riportate si aggiungono alla serie di eventi che stanno caratterizzando la fase attuale del conflitto, con operazioni militari, dichiarazioni ufficiali e nuovi episodi che coinvolgono diversi Paesi della regione. Intanto sono state diffuse anche informazioni su vittime civili negli attacchi e sui costi della guerra.




