Cardini e l'urlo antifascista a La Scala: tra censura e ricordi di gioventù
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Redazione Interno
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Franco Cardini, noto medievalista, ha definito "surreale e un po’ cretino" l'episodio avvenuto al Teatro La Scala di Milano. Durante la prima, alcuni agenti della Digos hanno identificato Marco Vizzardelli, l'uomo che ha gridato “viva l’Italia antifascista” dal loggione. Cardini, che in passato è stato militante del Movimento Sociale, ha raccontato al Fatto Quotidiano di aver fatto di peggio in gioventù.
Il giorno dopo Sant’Ambroeus, le critiche sulla regia del Don Carlo sono state rapidamente dimenticate. Tutti i commenti e le polemiche si sono concentrati sull'urlo «Viva l’Italia antifascista» lanciato dai piani alti del teatro e sulla successiva identificazione da parte della Digos del suo autore, il giornalista e loggionista Marco Vizzardelli.
Gli agenti della Digos hanno identificato Vizzardelli che, alla prima della Scala, aveva accompagnato le ultime note dell’inno nazionale con l’urlo «Viva l’Italia antifascista!». Secondo quanto riferito, avrebbero agito allo stesso modo anche se avesse gridato «Viva la pappa col pomodoro», affermando che si tratta della prassi nelle manifestazioni riprese dalla tv.




