L'ultimo saluto a Celeste Pin, bandiera viola tra applausi e commozione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella basilica della Santissima Annunziata a Firenze, gremita in ogni suo angolo, si è celebrato oggi il funerale di Celeste Pin, ex difensore della Fiorentina scomparso il 22 luglio nella sua abitazione sulle colline fiorentine. Una folla silenziosa e commossa, tra cui volti noti del calcio italiano, ha voluto rendere omaggio a quello che non fu solo un atleta, ma un simbolo per la città e per i tifosi viola.

Arrivato a Firenze nel 1982, Pin vestì la maglia della Fiorentina per nove stagioni, diventandone capitano e lasciando un segno indelebile. La sua fedeltà al club, il carattere schietto e la passione per quei colori lo resero un idolo, tanto che persino negli anni successivi al ritiro il legame con la società e i sostenitori rimase intatto. Non a caso, tra le tante corone di fiori presenti in chiesa, spiccava quella inviata dal presidente Rocco Commisso, mentre Alessandro Ferrari, direttore generale della squadra, ha portato con sé la maglia numero 5 che Pin stesso aveva donato anni fa al Viola Park.

Tra i presenti, oltre ai dirigenti viola, anche ex compagni di squadra come Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli e Alberto Di Chiara, che hanno condiviso con lui stagioni indimenticabili. "Ci chiediamo perché", ha sussurrato Antognoni, riassumendo lo smarrimento di chi, pur conoscendone le fragilità, non si aspettava una fine così prematura.

Fuori dalla basilica, i tifosi hanno lasciato sciarpe e ricordi, tra cui anche la casacca del Perugia, altra squadra in cui Pin militò. Ma a dominare era il viola, il colore che lui stesso amava indossare anche nel tempo libero, quasi a ribadire un legame che neppure la morte può spezzare. Quella stessa maglia, che aveva addosso nell’ultimo giorno di vita, è diventata oggi il simbolo di un addio non solo a un calciatore, ma a un pezzo di storia di Firenze.

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