Trattato sulla plastica, una corsa contro il tempo per il futuro del pianeta
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Redazione Esteri
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A Busan, in Corea del Sud, si è aperto l'ultimo round di negoziati per definire un trattato globale sulla plastica. Il Comitato Intergovernativo di Negoziazione, infatti, si è riunito per la quinta e ultima sessione (INC-5) per decidere sul futuro della lotta contro l'inquinamento da plastica. Fino al primo dicembre, delegazioni provenienti da oltre 190 Paesi si riuniranno per definire un accordo giuridicamente vincolante che miri a ridurre la produzione di plastica e a eliminare progressivamente il monouso.
Da una parte, la cosiddetta High Ambition Coalition, composta da Unione Europea e molti Paesi asiatici e africani, chiede regole per limitare la produzione di nuova plastica, standard globali con obiettivi, meccanismi di monitoraggio e applicazione della conformità. Dall'altra parte, le nazioni produttrici di petrolio - come Arabia Saudita, Iran e Russia - insistono sulle cosiddette misure downstream, principalmente sulla gestione dei rifiuti.
La direttrice dell'Unep, Inger Andersen, ha preso la parola alla plenaria di apertura dell'INC-5, sottolineando l'urgenza di un accordo che possa realmente fare la differenza nella lotta contro l'inquinamento da plastica. La quinta sessione del Comitato negoziale intergovernativo per sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sull'inquinamento da plastica, incluso nell'ambiente marino, si è aperta il 25 novembre e si concluderà il 1 dicembre a Busan, Corea del Sud.
In questo contesto, rappresentanti di oltre 170 Paesi e più di 600 organizzazioni lavorano per finalizzare il testo di un accordo globale atteso da anni.




