A Ginevra ripartono i negoziati per il trattato globale contro la plastica, tra speranze e dati allarmanti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dal 5 al 14 agosto, i rappresentanti di quasi 180 Paesi sono riuniti a Ginevra sotto l’egida dell’Onu per tentare di raggiungere un accordo sul primo trattato internazionale giuridicamente vincolante contro l’inquinamento da plastica. La quinta sessione del Comitato negoziatore intergovernativo, conclusasi senza successo lo scorso dicembre a Busan, in Corea del Sud, aveva però lasciato sul tavolo un testo di base che ora funge da punto di partenza per i colloqui svizzeri.

I numeri, intanto, confermano l’urgenza di un intervento: la produzione globale di plastica ha superato i 400 milioni di tonnellate annue, di cui appena il 12% viene smaltito e solo il 9% riciclato. Il resto finisce disperso nell’ambiente, contribuendo a un disastro ecologico che, come denuncia un recente rapporto di The Lancet, minaccia la salute umana in ogni fase della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, con costi economici sempre più insostenibili. Negli oceani, ormai, galleggiano oltre 200 trilioni di frammenti plastici, un’eredità tossica che sta devastando gli ecosistemi marini e terrestri.

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