Usa-Iran, i negoziati ripartono tra rinvii e aperture sul nucleare

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Usa-Iran torna al centro della diplomazia internazionale con una trattativa che per mesi ha alternato annunci, rinvii e ripartenze senza arrivare a una conclusione definitiva. La firma è stata data più volte come imminente, poi rinviata, cancellata e successivamente rimessa sul tavolo. Nel frattempo il confronto tra Washington e Teheran ha continuato a svilupparsi lungo un percorso complesso, nel quale la Svizzera è diventata il simbolo di un negoziato in costante movimento. Da luogo indicato per la conclusione dell’intesa a sede di colloqui sospesi e successivamente ripresi, il Paese ha ospitato una fase cruciale di un dialogo che continua a cercare un punto di equilibrio.

Il primo round di colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran si è chiuso con segnali considerati positivi da entrambe le parti. Washington e Teheran hanno parlato apertamente di avanzamenti concreti, indicando la possibilità di proseguire lungo il percorso diplomatico avviato al Bürgenstock Resort, nei pressi di Lucerna. Tra gli elementi emersi figura l’apertura iraniana alle ispezioni nucleari, insieme alla prospettiva di una cellula di de-escalation per il Libano. Si tratta di aspetti che hanno contribuito a mantenere vivo il tavolo negoziale dopo una fase caratterizzata da continui stop e da una crescente incertezza sul futuro dei colloqui.

I progressi emersi dai colloqui in Svizzera

La diplomazia tra Usa-Iran sembra aver trovato un nuovo punto di partenza proprio nella sede svizzera che ha ospitato il confronto diretto tra le delegazioni. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha confermato attraverso un messaggio pubblicato su X che la mediazione del Pakistan ha avuto un ruolo nel percorso negoziale. Il riferimento alla mediazione si inserisce in un quadro più ampio nel quale diversi attori hanno cercato di favorire il dialogo tra le due parti. L’obiettivo dichiarato resta quello di mantenere aperto un canale di confronto che possa evitare ulteriori irrigidimenti e consentire la prosecuzione delle discussioni.

Secondo quanto emerso al termine del primo round, i colloqui si sono conclusi con risultati sufficienti a impedire una nuova interruzione del processo. La parola scelta dai mediatori di Qatar e Pakistan è stata “progressi”, una definizione che ha accompagnato la chiusura di una lunga maratona negoziale. Dopo diciotto ore di trattative, il confronto è terminato all’alba lasciando aperta la possibilità di ulteriori incontri. Le delegazioni hanno affrontato momenti di apertura e fasi di maggiore rigidità, ma il tavolo è rimasto in piedi e questo viene indicato come uno degli elementi più rilevanti emersi dal confronto.

Il Memorandum di Trump e il ritorno al negoziato

La trattativa attuale si intreccia con il percorso seguito negli anni precedenti. Nel 2018 Donald Trump aveva abrogato l’accordo negoziato da Barack Obama con l’Iran, segnando una netta discontinuità rispetto alla strategia diplomatica adottata nel 2015. Oggi il confronto riparte attraverso un Memorandum of Understanding che ha sospeso le ostilità per sessanta giorni e ha consentito la riapertura dei negoziati. Nel testo fornito viene evidenziato come questo nuovo passaggio riporti il dialogo verso una linea fondata nuovamente sulla diplomazia, dopo una fase di forte contrapposizione tra le parti.

Lo stesso Trump ha richiamato pubblicamente il precedente accordo raggiunto durante la presidenza Obama, utilizzando parole molto dure nei confronti dell’ex presidente americano. Il riferimento al negoziato del 2015 dimostra come il confronto attuale continui a essere influenzato dalle scelte compiute negli anni passati. La discussione sul Memorandum e sulle sue possibili conseguenze si accompagna alle critiche interne e alle incognite che continuano a circondare il dialogo tra Washington e Teheran, rendendo il quadro particolarmente delicato.

Una trattativa ancora aperta tra aperture e irrigidimenti

La conclusione del primo round non ha chiuso le questioni sul tavolo, ma ha permesso di consolidare un percorso che fino a poche settimane prima appariva continuamente esposto al rischio di fallimento. Al termine della lunga sessione di confronto, la delegazione iraniana ha lasciato il Bürgenstock Resort poco prima delle nove del mattino per fare ritorno a Teheran. Tra i protagonisti del negoziato figurano Mohammad Bagher Ghalibaf e Abbas Araghchi, rientrati dopo ore di discussioni nelle quali si sono alternati segnali di disponibilità e momenti di forte cautela.

La vicenda Usa-Iran continua così a essere segnata da una dinamica fatta di annunci, sospensioni e nuove aperture. La Svizzera resta il teatro principale di una trattativa che negli ultimi mesi ha cambiato più volte direzione senza arrivare a una conclusione definitiva. Tuttavia, i riferimenti ai progressi registrati, l’apertura sulle ispezioni nucleari e il mantenimento del tavolo negoziale rappresentano gli elementi che emergono con maggiore evidenza dall’ultima fase dei colloqui, mentre il confronto diplomatico prosegue tra aspettative e incertezze ancora irrisolte.

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