Vertice ONU a Busan, sfida contro l'inquinamento da plastica
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Redazione Esteri
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A Busan, in Corea del Sud, si sta svolgendo la fase finale dei negoziati per un trattato globale volto a porre fine all'inquinamento da plastica. Questo ciclo di negoziati, iniziato due anni fa sotto l'egida delle Nazioni Unite, mira a raggiungere un accordo giuridicamente vincolante entro la fine del 2024. La quinta sessione del Comitato negoziale intergovernativo (INC-5), iniziata il 25 novembre e che si concluderà il 1 dicembre, rappresenta un momento cruciale per definire le misure necessarie a contrastare l'inquinamento da plastica, incluso quello marino.
Da una parte, la High Ambition Coalition, composta da Unione Europea e numerosi Paesi asiatici e africani, spinge per l'adozione di regole che limitino la produzione di nuova plastica, stabilendo standard globali con obiettivi chiari, meccanismi di monitoraggio e applicazione della conformità. Dall'altra, le nazioni produttrici di petrolio, come Arabia Saudita, Iran e Russia, insistono su misure downstream, focalizzandosi principalmente sulla gestione dei rifiuti.
Kim Wan Sup, Ministro dell'ambiente della Repubblica di Corea, ha sottolineato l'urgenza di porre fine all'inquinamento da plastica, affermando che "dobbiamo porre fine all'inquinamento da plastica prima che l'inquinamento da plastica ponga fine a noi". Le sue parole hanno risuonato tra i delegati dei 175 Paesi presenti e gli osservatori riuniti a Busan, evidenziando la necessità di un'azione concertata e determinata per affrontare questa crisi ambientale.
La direttrice dell'Unep, Inger Andersen, ha partecipato alla plenaria di apertura dell'INC-5, ribadendo l'importanza di un trattato vincolante che possa realmente fare la differenza nella lotta contro l'inquinamento da plastica.




