Trump annuncia nuovi dazi sui farmaci: l'industria italiana trema
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Redazione Interno
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Donald Trump ha deciso di colpire anche il settore farmaceutico, dopo acciaio, alluminio e automobili. Durante un intervento al National Republican Congressional Committee, il presidente americano ha dichiarato che «molto presto» verrà introdotta una «tariffa importante» sui medicinali importati, senza però specificarne l’entità. Un annuncio che, sebbene atteso, rischia di avere ripercussioni significative sull’industria europea, con l’Italia in prima linea.
Già nel 2024 i farmaci rappresentavano la principale voce d’importazione dagli Stati Uniti all’Ue, e l’eventuale applicazione di dazi potrebbe spingere molte aziende a riconsiderare i propri investimenti. «Ci sono pochi incentivi a rimanere in Europa», hanno avvertito i rappresentanti del settore durante l’incontro con Ursula von der Leyen, che sta cercando di correre ai ripari per evitare una fuga di capitali. Del resto, la minaccia di delocalizzazione non è nuova, ma l’ultima mossa di Trump rischia di accelerare il processo.
L’industria farmaceutica italiana, che esporta miliardi di dollari di prodotti oltreoceano, si trova ora a dover valutare costi aggiuntivi che potrebbero ridurre la competitività. Se da un lato Trump giustifica la misura con la necessità di «ricominciare a produrre medicine in America», dall’altro l’Europa si prepara a una battaglia commerciale che potrebbe lasciare cicatrici profonde. Senza contare che, in uno scenario già segnato da tensioni geopolitiche, il rischio di carenze di medicinali non può essere escluso.




