Tommaso Giacomel, il dominatore del biathlon che non si accontenta: "Ho sparato da schifo"
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Redazione Sport
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La straordinaria cavalcata di Tommaso Giacomel, che con il doppio trionfo di Oberhof ha conquistato la vetta della classifica generale di Coppa del Mondo di biathlon, non placa lo spirito critico dell'atleta trentino. Intervenuto nel corso della trasmissione "Salotto Bianco", condotta da Dario Puppo e Massimiliano Ambesi sul canale Youtube di OA Sport, la stella azzurra ha commentato le sue prestazioni con un'autenticità disarmante. "Non contento della vittoria, ho sparato da schifo", ha dichiarato Giacomel, rivelando una mentalità da campione che ricerca la perfezione anche nel momento del trionfo, una qualità, questa, che spesso distingue i grandi atleti dagli altri.
Il sorpasso in classifica e il peso di un ricordo
La sequenza di tre vittorie individuali consecutive, iniziata a Le Grand Bornand e culminata nel bis in Turingia, ha proiettato il ventiquattrenne al comando delle classifiche di Coppa del Mondo, Sprint e Inseguimento. Un balzo reso possibile, oltre che dal suo talento, anche dall'assenza forzata del precedente leader, il norvegese Johan-Olav Botn, costretto a saltare la tappa tedesca per un malanno. Giacomel, approfittando della situazione, ha raccolto il massimo dei punti disponibili, scavalcando il rivale e indossando per la prima volta il prestigioso pettorale giallo con un vantaggio di 51 lunghezze. La sua settimana, tuttavia, è stata segnata da un'ombra, un'emozione profonda che va oltre i successi sportivi. L'atleta ha infatti dedicato le vittorie alla memoria dell'amico Sivert Bakken, scomparso tragicamente, sottolineando come la giornata della commemorazione sia stata "triste e brutta", ma esprimendo al contempo l'orgoglio per come il gruppo abbia onorato il ricordo del compagno.
Il bottino azzurro e il contesto olimpico
Il panorama degli sport invernali italiani, in vista di Milano-Cortina, registra un protagonista assoluto nel biathlon e un bottino complessivo di tre vittorie, otto medaglie europee e quindici podi nell'ultima settimana. Mentre nello snowboard si continua a vincere, con il quinto successo azzurro in altrettante gare di gigante parallelo, e mentre arrivano soddisfazioni anche dallo skeleton, il settore dello sci alpino rimane invece, per il momento, a secco di risultati di primo piano. L'attenzione, dunque, si concentra inevitabilmente sulla straordinaria forma di Giacomel, il cui dominio sta riscrivendo la storia della disciplina in Italia.
La forza del norvegese e la strada per Ruhpolding
Nonostante la leadership, il giudizio di Giacomel resta lucido e ponderato. Riconoscendo il valore dell'avversario scandinavo, ha ammesso senza mezzi termini che "Botn è molto più forte di me", una dichiarazione che disegna una rivalità di altissimo livello e che promette battaglie intense nelle prossime tappe. Con il pettorale rosso della Mass Start già in suo possesso e ora anche la maglia gialla più ambita sulle spalle, il biatleta si appresta ad affrontare la trasferta di Ruhpolding con l'umiltà di chi sa che ogni gara è una storia a sé, ma con la consapevolezza di avere costruito, gara dopo gara, un primato meritato.




