Tommaso Giacomel, un trionfo di classe e carattere chiude l'anno nel biathlon
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Redazione Sport
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Il 2025 si chiude con il bagliore di un altro successo per Tommaso Giacomel, che sulle nevi di Annecy-Le Grand Bornard ha firmato una vittoria di altissimo valore nella 15 km Mass Start, terza tappa della Coppa del Mondo. Il biatleta trentino, il quale aveva già mostrato i segni di una forma superlativa in questa stagione, ha saputo gestire con freddezza da veterano l'unico errore al primo poligono, trasformando quello che poteva essere un intoppo in un trampolino per una rimonta inesorabile. La sua gara, un mix di potenza sugli sci e di precisione quasi assoluta nelle fasi cruciali di tiro in piedi, ha di fatto reso vani i tentativi degli avversari di contrastarne la marcia trionfale.
La parabola di una gara perfetta
Dopo quella prima penalità, che pure lo aveva momentaneamente allontanato dalle prime posizioni, Giacomel ha iniziato a ricucire lo strappo con una progressione costante, mantenendo i nervi saldi mentre il gruppo di testa tentava di forzare i ritmi. Nelle due sessioni di tiro in piedi, dove molti dei suoi rivali hanno vacillato, l'azzurro ha invece eseguito delle serie rapide e chirurgiche, dimostrando una concentrazione che pochi possono eguagliare. È stato proprio in quella fase centrale di gara, del resto, che ha costruito il vantaggio decisivo, sciando con un'audacia controllata che gli ha permesso di amministrare l'ultimo passaggio in poligono senza pressioni eccessive.
Le parole dopo il traguardo
"Sentivo la gente che mi tifava contro, ma quello è stato uno stimolo in più", ha raccontato Giacomel subito dopo il traguardo, sottolineando come l'atmosfera sugli sci francesi abbia in realtà alimentato la sua determinazione. "Volevo prendermi un vantaggio dopo gli errori delle gare precedenti, che mi avevano lasciato un po' di amarezza". Quella delusione, cui accennava, riferendosi alla sprint e all'inseguimento disputati poco prima, è stata dunque il combustibile per una prestazione che lui stesso ha definito frutto di una sensazione di invincibilità. Una condizione mentale, quella, che si è tradotta in sciate poderose e in un dominio tecnico che ha lasciato indietro atleti del calibro del francese Eric Perrot e del norvegese Vetle Sjaastad Christiansen.
Il contesto di una carriera in ascesa
Questo trionfo, il secondo in stagione e il terzo in carriera nel circuito maggiore, non rappresenta un picco isolato ma sembra piuttosto suggellare un percorso di crescita ormai solido e continuo. Giacomel, che da qualche annata è considerato uno dei talenti più promettenti del movimento azzurro, sta dimostrando di saper reggere il peso delle aspettative e di poter lottare per le vittorie nelle condizioni più disparate. La sua capacità di reagire agli ostacoli, sia quelli tecnici come un errore a terra sia quelli ambientali come il tifo avverso, delinea il profilo di un atleta completo, la cui maturità agonistica comincia a eguagliare il talento puro.




