Giovanni Malagò e la legge sul limite dei mandati: una questione aperta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giovanni Malagò, presidente del CONI, è tornato da Parigi in un'estate olimpica che si è rivelata tanto gratificante quanto bizzarra. Durante il suo rientro, ha dovuto rispolverare gli studi di latino per spiegare agli amici una situazione curiosa: la norma sul limite dei mandati è stata cambiata per tutti, tranne che per lui.

Una norma controversa

La legge sul limite dei mandati, modificata nel gennaio 2018 durante il mandato del ministro dello sport Luca Lotti del Partito Democratico, ha introdotto nuove regole per l'elezione del presidente del CONI e dei presidenti delle federazioni nazionali. Tuttavia, Malagò ha sottolineato come questa norma sia stata derogata per tutti, tranne che per lui, sollevando dubbi e polemiche.

Il futuro di Malagò

Nonostante la fine del suo terzo mandato si avvicini, Malagò potrebbe non lasciare il mondo dello sport. Infatti, ci sono voci che lo vedrebbero entrare nel mondo del calcio, con una proposta già sul tavolo. La partita per la successione alla presidenza del CONI è aperta, con molti nomi in lizza per il ruolo.

Le elezioni future

Entro giugno dell'anno prossimo, 83 soggetti voteranno per il nuovo presidente del CONI, di cui 74 devono ancora essere eletti a capo delle proprie federazioni. Paolo Barelli, presidente della FIN e capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha già escluso due candidati di primo livello, rendendo la corsa ancora più incerta.

La situazione attuale del CONI e del suo presidente Giovanni Malagò è complessa e in continua evoluzione. Le prossime elezioni saranno decisive per determinare il futuro della leadership sportiva italiana.

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