Cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes, l’inchiesta coinvolge il Ministero
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Redazione Interno
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L’inchiesta sulla cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes, infrastruttura collegata alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e mai entrata in funzione, si estende fino al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La Procura di Belluno sta approfondendo le modalità con cui è stato gestito l’appalto relativo all’opera, un intervento dal valore complessivo di 35 milioni di euro che ha attirato l’attenzione degli investigatori per le procedure adottate durante il suo affidamento. Tra le persone finite sotto indagine compare anche Elisabetta Pellegrini, dirigente del ministero e figura coinvolta nella preparazione dei Giochi invernali Milano-Cortina.
Secondo quanto emerso dagli sviluppi dell’indagine, gli investigatori hanno effettuato una perquisizione negli uffici ministeriali riconducibili a Pellegrini, su delega della Procura di Belluno. La dirigente è considerata una delle figure più rilevanti nella gestione dei dossier legati alle infrastrutture olimpiche e negli anni ha lavorato a stretto contatto con il ministro Matteo Salvini. L’inchiesta rappresenta quindi un passaggio significativo perché porta l’attenzione degli inquirenti non soltanto sull’opera contestata, ma anche sui livelli decisionali che hanno accompagnato la realizzazione dei progetti collegati ai Giochi.
Le contestazioni sull’appalto della cabinovia
Al centro delle verifiche c’è un appalto da 22 milioni di euro relativo alla costruzione della cabinovia Socrepes a Cortina. Gli inquirenti stanno esaminando il ricorso alla procedura d’urgenza utilizzata per l’affidamento dei lavori. Secondo l’accusa, la scelta sarebbe stata motivata da una situazione che derivava da un ritardo di circa due mesi e mezzo nell’avvio della procedura ordinaria di gara. Questo elemento avrebbe consentito il ricorso a un affidamento diretto che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe favorito una sola impresa.
L’opera rappresentava uno degli interventi infrastrutturali collegati all’evento olimpico, ma un aspetto evidenziato nell’inchiesta riguarda anche la tempistica prevista per il completamento dei lavori. La conclusione dell’intervento, infatti, sarebbe stata programmata successivamente alla fine dei Giochi, circostanza che contribuisce ad alimentare l’attenzione sulle modalità con cui il progetto è stato pianificato e gestito. Le verifiche della magistratura si concentrano proprio sulla sequenza delle decisioni amministrative che hanno portato all’assegnazione dell’appalto.
Chi è Elisabetta Pellegrini e perché è sotto indagine
Elisabetta Pellegrini, ingegnere e dirigente del Ministero dei Trasporti, è ora tra i soggetti coinvolti nell’inchiesta per turbativa d’asta. La sua posizione si aggiunge a quella dei primi tre indagati già raggiunti dalle contestazioni della Procura di Belluno. I giornali la descrivono come una delle persone più influenti all’interno del dicastero guidato da Matteo Salvini, grazie al ruolo svolto nella gestione di numerosi progetti infrastrutturali e nella preparazione delle opere collegate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
L’indagine continua quindi ad allargarsi attorno alla cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes, un’opera che avrebbe dovuto rappresentare uno degli interventi legati all’appuntamento olimpico e che oggi è invece al centro di accertamenti giudiziari. Le attività investigative stanno ricostruendo i passaggi che hanno portato all’affidamento dei lavori e il coinvolgimento di figure apicali del ministero aggiunge un ulteriore elemento di rilievo a una vicenda che intreccia infrastrutture, procedure amministrative e preparazione dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026.




