Cabinovia Apollonio-Socrepes, timori anche sulla variante all’Alemagna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo finisce al centro di una doppia inchiesta e cresce la preoccupazione anche attorno alla variante all’Alemagna, il grande bypass della statale 51 in costruzione nel Bellunese. A Longarone, negli ultimi giorni, il tema è diventato oggetto di discussione per un motivo preciso: il soggetto coinvolto nella realizzazione della cabinovia è lo stesso che sta seguendo la grande opera viabilistica collegata alle infrastrutture olimpiche. Il timore diffuso riguarda soprattutto le possibili conseguenze delle indagini avviate dalla Procura di Belluno e dalla Corte dei Conti del Veneto, che potrebbero rallentare procedure e lavori già considerati strategici in vista delle Olimpiadi invernali del 2026.

L’attenzione degli investigatori si concentra sull’appalto da 35 milioni di euro relativo alla cabinovia Apollonio-Socrepes. La Procura di Belluno ha ipotizzato il reato di turbativa d’asta nei decreti di perquisizione eseguiti il 21 luglio dallo Sco della Polizia tra Roma, Milano, Cortina, Napoli e Brescia. Parallelamente si è mossa anche la Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto, che segue invece la pista dei possibili danni erariali. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, l’opera avrebbe dovuto avere un costo iniziale di 22 milioni di euro, ma sarebbe stata assegnata la scorsa estate in una corsa contro il tempo che non ha evitato ritardi pesanti: l’impianto risulta infatti ancora incompiuto, nonostante avrebbe dovuto essere pronto entro il 6 febbraio, data fissata per l’inizio delle Olimpiadi.

Gli indagati e il peso delle opere olimpiche

L’inchiesta ha acceso anche il fronte politico e amministrativo attorno a una delle infrastrutture considerate simboliche per Cortina 2026. Nel registro degli indagati compaiono Angelo Redaelli, amministratore delegato della società appaltatrice Graffer, Fabio Massimo Saldini, vertice di Simico, e l’ingegnere Valeria Cepi, anch’essa legata alla stessa società. Proprio Saldini ha chiesto di poter parlare con il pubblico ministero anche senza avere ancora visionato gli atti dell’indagine. Il coinvolgimento di figure centrali nella gestione delle opere olimpiche alimenta inevitabilmente le preoccupazioni su altri cantieri collegati, a partire dalla variante all’Alemagna, considerata una delle infrastrutture chiave per la viabilità verso Cortina.

La questione assume un peso ancora maggiore perché la variante alla statale 51 viene vista come uno degli interventi decisivi per alleggerire il traffico verso l’area olimpica. Per questo motivo, ogni possibile rallentamento burocratico o giudiziario viene osservato con attenzione dai territori coinvolti. A Longarone il timore non riguarda solo il futuro dell’opera viaria, ma anche gli effetti indiretti che un’indagine di questa portata potrebbe produrre sulla macchina organizzativa delle infrastrutture olimpiche. Il collegamento tra i due progetti, pur sviluppati in contesti differenti, è rappresentato proprio dalla struttura gestionale che segue gli interventi.

Le critiche sul territorio e le parole di Gildo Siorpaes

Attorno al cantiere della cabinovia Apollonio-Socrepes cresce intanto anche il malcontento di parte del territorio. Tra le voci più critiche c’è quella di Gildo Siorpaes, ex campione di bob e medaglia di bronzo a Innsbruck 1964, oltre che figura storicamente legata a Cortina. Siorpaes vive a circa cento metri dal cantiere e descrive le Olimpiadi come uno spartiacque che ha modificato profondamente il territorio e gli equilibri locali. Nelle sue parole emerge il contrasto tra il prima e il dopo legato ai grandi lavori e all’arrivo di soggetti esterni attratti dal richiamo dell’evento olimpico.

L’ex atleta definisce un’offesa “sfidare la natura in un’area così fragile” e chiede apertamente di fermare i lavori della cabinovia. Le sue dichiarazioni aggiungono un ulteriore livello di tensione attorno a un’opera già finita sotto la lente della magistratura. Il dibattito non riguarda soltanto i ritardi o gli aspetti economici dell’appalto, ma coinvolge anche il rapporto tra sviluppo infrastrutturale, tutela del territorio e trasformazione di Cortina in vista delle Olimpiadi. In questo clima, la variante all’Alemagna viene osservata con crescente attenzione da amministratori, residenti e operatori che attendono di capire quali effetti concreti potranno avere le inchieste aperte sulla cabinovia Apollonio-Socrepes.

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