Juventus, il rebus offensivo di Tudor tra schemi e gol che non arrivano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, che nelle prime uscite della nuova stagione fatica a trovare la via del gol, si ritrova a fare i conti con un intricato rompicapo tattico, la cui soluzione è affidata alle valutazioni di Igor Tudor. L’allenatore, chiamato a voltare pagina dopo un ciclo concluso, deve districarsi tra un reparto avanzato affollato di talento ma non ancora esploso, un mercato recente dal rendimento ancora opaco e la necessità fisiologica di imprimere una scossa decisiva al gioco. La sfida, che non è delle più semplici, si gioca tutta sulla sua capacità di amalgamare individualità di rango, ciascuna con le proprie caratteristiche e, inevitabilmente, con le proprie aspettative.

La gestione dei tre attaccanti

Al centro della riflessione tecnica vi è la gestione di tre centravanti di peso: Dusan Vlahovic, l’acquisto Jonathan David e Luis Openda. A loro, come ha riferito lo stesso tecnico, è stato spiegato senza ambiguità che, allo stato attuale, non esiste un titolare inamovibile. “Nessuno è titolare”, è stato il messaggio chiaro, consegnato nel corso di un colloquio avvenuto all’inizio della settimana. Un approccio che, se da un lato mantiene alta la competizione interna, dall’altro richiede una grande capacità di gestione degli umori in un ruolo notoriamente sensibile. La scelta, dunque, non è soltanto tecnica ma anche di equilibrio dello spogliatoio.

La possibile soluzione con Yildiz

Proprio per questo, Tudor sta valutando ogni opzione a sua disposizione, non escludendo alcuna pista per sbloccare l’attacco. Tra le soluzioni che sembrano prendere sempre più corpo, guadagnando credibilità come la più funzionale, c’è quella di impiegare il giovane Kenan Yildiz in un ruolo arretrato, da regista avanzato, proprio dietro a due punte centrali. Una mossa che, se attuata, permetterebbe di schierare contemporaneamente due dei tre terminali offensivi, sfruttando allo stesso tempo la tecnica raffinata e la visione di gioco del turco, che potrebbe così impersonare il perno mancante tra centrocampo e attacco.

La pressione degli acquisti

A rendere più urgente la necessità di una sterzata è il rendimento, fin qui limitato, degli ultimi acquisti. Se si escludono l’ingaggio a titolo definitivo di Conceiçao e i rientri di alcuni giocatori dai prestiti, il bottino dei nuovi volti – Joao Mario, Edon Zhegrova, Jonathan David e Lois Openda – appare, in termini di impatto immediato e reti realizzate, piuttosto esiguo. Un dato che, sebbene preliminare, inizia a creare qualche interrogativo tra gli appassionati, i quali osservano come l’investimento di oltre ottanta milioni di euro non abbia ancora prodotto il ritorno sperato in gol, con molti di questi giocatori spesso relegati a ruoli di panchina. La partita per Tudor, quindi, si gioca su un doppio binario: far rendere il gruppo e, al contempo, far fruttare l’ingente investimento societario.

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