Aumento stipendi ministri, Crosetto chiede il ritiro dell'emendamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella serata di ieri, a Montecitorio, si è verificato un colpo di scena durante la discussione sulla manovra finanziaria. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha chiesto il ritiro dell'emendamento che prevedeva l'aumento degli stipendi per i ministri non eletti, equiparandoli a quelli dei parlamentari. Tale richiesta, avanzata per evitare polemiche inutili, ha scatenato un acceso dibattito in commissione Bilancio, dove i lavori si sono protratti fino a notte fonda.

Crosetto, in un lungo post sui social, ha spiegato che la decisione è stata presa per evitare disparità di trattamento all'interno del governo. "Abbiamo chiesto ai relatori di ritirare l'emendamento per evitare inutili polemiche", ha scritto il ministro, sottolineando come sia assurdo che due persone che svolgono lo stesso lavoro, nella stessa organizzazione, abbiano trattamenti diversi. Tuttavia, ha aggiunto, "è assurdo lasciare anche solo un secondo di più di spazio alle polemiche".

La commissione Bilancio, nonostante l'intenso lavoro notturno, non ha ancora concluso l'esame degli emendamenti alla manovra. La richiesta di Crosetto di ritirare l'emendamento sull'equiparazione degli stipendi dei membri del governo non parlamentari con quelli dei loro colleghi eletti alla Camera o al Senato, che avrebbe comportato un aumento di 7.300 euro, è stata accolta con favore da alcuni e con scetticismo da altri.

Nel frattempo, il governo si prepara a portare la manovra in Aula mercoledì, con l'intenzione di porre la fiducia e andare al voto venerdì.

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