Stellantis, richiamo globale per 1,3 milioni di Jeep: il cavo del servosterzo rischia di provocare un incendio
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Redazione Economia
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A distanza di oltre un anno dalla sua costituzione, il colosso italo-francese Stellantis si trova nuovamente a dover gestire una complessa operazione di richiamo che coinvolge i suoi modelli più iconici. Circa 1,3 milioni di veicoli, tra SUV e pick-up, sono stati infatti oggetto di un’indagine interna conclusasi con l’accertamento di un potenziale corto circuito; nello specifico, il problema riguarda il cablaggio della pompa del servosterzo elettroidraulico montata su Jeep Wrangler e Jeep Gladiator prodotti tra il 2021 e il 2025.
La casa automobilistica, in una nota ufficiale, ha spiegato che una connessione elettrica difettosa – causata, come emerso durante le verifiche, da componenti fuori tolleranza che richiedono una forza eccessiva durante l’assemblaggio – può portare a un surriscaldamento dei materiali combustibili. E anche se la situazione si verifica in rare circostanze, le conseguenze possono essere gravi al punto da innescare un principio d’incendio, un rischio che ha spinto l’azienda a intervenire con urgenza sui mercati di tutto il mondo.
Un milione di veicoli solo negli Stati Uniti e l’avviso ai proprietari
Se si guarda alla ripartizione geografica del fenomeno, si nota immediatamente come il mercato statunitense assorba la fetta più consistente del problema: circa 1.076.999 unità, secondo i dati diffusi da Stellantis, sono attualmente sotto osservazione. A questi si aggiungono 106.000 veicoli in Canada, 23.000 in Messico e poco più di 125.000 distribuiti in altri mercati internazionali, una diffusione che conferma la portata globale dell’anomalia.
Per limitare i danni nell’attesa che venga trovata una soluzione definitiva, la società ha emesso una raccomandazione precisa e alquanto invasiva per la vita quotidiana degli automobilisti: parcheggiare i mezzi all’aperto, lontano da edifici e da altre vetture. La ragione di questa precauzione, per quanto scomoda, è puramente tecnica: un incendio che si sviluppi a vettura ferma – come potrebbe accadere in questo caso – potrebbe propagarsi rapidamente alle strutture circostanti o ai veicoli vicini se non si isola il pericolo.
L’inchiesta interna e le indagini delle autorità
La genesi di questo maxi-richiamo affonda le radici in un’analisi durata mesi, avviata ufficialmente dal gruppo dopo i primi segnali di fumo provenienti dal vano motore di alcuni modelli. Tra il maggio 2023 e l’aprile 2024, i tecnici avevano già esaminato diversi episodi di surriscaldamento, archiviando la pratica per la bassa incidenza statistica del fenomeno; la riapertura dell’inchiesta nell’agosto del 2024, sollecitata anche dall’intervento della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) con un’indagine autonoma avviata a settembre, ha invece invertito la rotta.
Le analisi più approfondite hanno stabilito che i terminali dei connettori, a causa dei pezzi difettosi, tendono a spostarsi dalla loro sede, creando quella resistenza elettrica elevata che genera calore e scioglie le plastiche. Stellantis ha censito, fino a maggio 2026, 63 richieste di assistenza, 72 rapporti tecnici e una dozzina di ulteriori segnalazioni ufficiali collegate al difetto; di questi, 35 episodi sono stati confermati con certezza come originati proprio dal punto di giunzione della pompa del servosterzo.
L’entità dell’intervento e le procedure di riparazione
Le operazioni che attendono i proprietari dei veicoli coinvolti, che verranno informati ufficialmente a partire da luglio tramite raccomandata, non saranno tutte uguali. A seconda dello stato di usura o del danno rilevato, i meccanici procederanno a una semplice ispezione dei cablaggi, oppure dovranno sostituire interamente la pompa del servosterzo o il suo sistema di collegamento.
Una soluzione standard non è ancora stata finalizzata – l’azienda sta ultimando le procedure in queste settimane – ma l’obiettivo dichiarato è quello di avere un protocollo pronto entro la fine di luglio per iniziare le riparazioni nei centri autorizzati. Non risultano, al momento, incidenti stradali o vittime legate al difetto, sebbene ci sia la consapevolezza di un possibile infortunio riconducibile al problema.
La vicenda, che coinvolge anche i modelli venduti in Europa e quindi potenzialmente in Italia, rappresenta uno dei più grandi interventi di manutenzione straordinaria mai effettuati dal gruppo sui modelli Wrangler e Gladiator, mettendo a dura prova la logistica e l’assistenza di una delle case automobilistiche più influenti del panorama globale.




