Oro, consolidamento sopra i 4.650 dollari in attesa dei dati sul lavoro Usa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La mattinata di contrattazioni per il Gold future con scadenza giugno 2026 si apre all’insegna di una fase di consolidamento, dopo che il metallo prezioso – nel bel mezzo della sessione settimanale – era riuscito a trovare un importante spazio di reazione oltre la soglia chiave di 4.650 dollari. Nelle ultime due sedute, questo recupero è stato sostanzialmente confermato sebbene, occorre dirlo, senza che i corsi siano riusciti a trovare lo slancio necessario per un ulteriore allungo in direzione rialzista. Il quadro tecnico, di conseguenza, resta piuttosto contrastato e solo una rottura netta della fascia compresa tra 4.900 e 4.920 dollari potrebbe fornire un concreto segnale costruttivo capace di attrarre nuova liquidità.

Il meteo del metallo giallo: prezzi sostenuti dal petrolio in calo e da un dollaro debole

Osservando l’andamento odierno, il prezzo dell’oro continua a mantenersi stabilmente in territorio positivo durante la sessione europea di questo venerdì, consolidando di fatto i forti guadagni registrati nei giorni scorsi. Il metallo giallo rimane così vicino ai massimi toccati nella giornata precedente, che rappresentavano il livello più alto degli ultimi quindici giorni. A sostenere questa tenuta (lo spot è visto a 4.716,06 dollari l’oncia, in progresso dello 0,65%) è principalmente la debolezza endemica del dollaro statunitense, accompagnata da un progressivo ridimensionamento – ecco il passaggio cruciale – delle aspettative secondo cui la Federal Reserve potrebbe mantenere un atteggiamento particolarmente aggressivo sui tassi. Un’ulteriore spinta arriva dal fronte energetico: il crollo del petrolio sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile (Wti in caduta libera del 12% a 90,16 dollari, Brent giù dell’11% a 97,74 dollari) ha infatti attenuato i timori legati a un’inflazione galoppante e alla prospettiva di tassi d’interesse strutturalmente elevati. In questo scenario, si inseriscono le trattative in corso tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, il cui potenziale esito positivo continua a far da sfondo alle contrattazioni.

Dinamiche tecniche e scenario macro in attesa dei Nonfarm Payrolls

Il contesto macroeconomico rimane comunque dominato dalla cautela; gli investitori stanno trattenendo il fiato in attesa del report sui Nonfarm Payrolls statunitensi, un dato storicamente in grado di innescare scossoni improvvisi sul valore del biglietto verde e, di riflesso, sulle materie prime. Nei giorni scorsi, complice una situazione geopolitica in evoluzione e un dollaro che arretrava sui mercati, l’oro aveva ripreso quota dopo aver ceduto terreno nelle settimane precedenti proprio a vantaggio del greggio. Va ricordato in questa sede come l’oro spot avesse aperto la tornata precedente a 4.659 dollari l’oncia (+2,24%) e il future a 4.669 dollari (+2,21%). In sostanza, il mercato sta valutando l’impatto combinato di un’energia più economica – che riduce le pressioni inflazionistiche – e di una divisa americana meno competitiva, due variabili che stanno restituendo appeal a un bene considerato tradizionalmente rifugio ma sensibile al costo del denaro.

La settimana decisiva per l’oro: resistenze e possibili scenari operativi

In questa fase di stanca, l’attenzione si concentra sulla capacità del metallo di preservare i livelli guadagnati con fatica. La soglia dei 4.650 dollari ha retto l’urto delle vendite, trasformandosi in un pavimento solido su cui i compratori possono appoggiarsi. Tuttavia, la mancata accelerazione oltre i 4.700 dollari lascia intravedere un certo esaurimento della spinta immediata. Le prossime ore saranno determinanti: i dati occupazionali americani potrebbero fornire l’innesco per una nuova gamba rialzista, oppure, al contrario, favorire un ritracciamento verso aree più basse se le indicazioni macro dovessero sorprendere in senso restrittivo. Resta sullo sfondo l’evoluzione del dossier Iran, con il mercato che osserva ogni segnale proveniente dai canali diplomatici. La situazione, quindi, è di attesa operativa, con i prezzi sospesi in un limbo tecnico che solo un evento esogeno potrà spezzare, portando l’oro a scegliere definitivamente la direzione da seguire nei prossimi giorni.

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