Haaland, doppio incubo dal dischetto: la Norvegia si ferma contro Israele

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All'Ullevaal Stadion di Oslo, dove andava in scena un delicato scontro per le qualificazioni al Mondiale 2026, l'atteso duello tra Norvegia e Israele è stato di colpa segnato, fin dai primi minuti, da un episodio di un'inarrestabile singolarità. Erling Haaland, il cui record di 48 reti in 45 partite con la maglia della nazionale lo innalza a sicuro punto di riferimento offensivo, ha vissuto una serata personalmente funesta, fallendo in modo consecutivo due calci di rigore contro il portiere israeliano Peretz, il quale, con due interventi di pregevole tempismo, è riuscito a mantenere inviolata la propria porta. L'occasione, nata da un fallo su Patrick Berg, si è trasformata in un'occasione clamorosamente sprecata, gettando un'ombra di incredulità sull'impianto e sugli stessi giocatori.

L'eco di un precedente illustre

Quello che è accaduto sul manto erboso della capitale norvegese, per quanto raro, non costituisce un unicum assoluto nel panorama del calcio internazionale. L'episodio, infatti, rievoca immediatamente quanto accaduto pochi giorni prima in un altro contesto, dove Artem Dovbyk, durante la sfida di Europa League, fallì a sua volta due tentativi consecutivi dalla lunetta; una circostanza, quest'ultima, che si era ulteriormente complicata quando un terzo rigore, calciato da un altro giocatore, fu parato, accumulando così una sequenza di errori davvero fuori dall'ordinario. Il parallelismo con la serata di Haaland, sebbene i contesti siano ovviamente differenti, sottolinea come la ripetizione di un'azione dal dischetto possa talvolta riservare esiti imprevedibili e psicologicamente dirompenti.

Il contesto delle proteste

La partita, tuttavia, non è stata significativa soltanto per gli avvenimenti in campo, essendo stata preceduta e accompagnata da manifestazioni di dissenso. Circa un migliaio di persone, infatti, ha dato vita a una marcia di protesta che dal centro di Oslo ha raggiunto i dintorni dell'Ullevaal Stadion, esprimendo solidarietà e portando con sé uno striscione che faceva esplicito riferimento al conflitto a Gaza. Una volta dato il via all'incontro, un gruppo di alcune decine di sostenitori della causa è rimasto all'esterno dell'impianto, continuando a far sentire la propria voce in un clima di contestazione che ha dunque fatto da cornice all'evento sportivo.

Le conseguenze in campo

Il doppio errore di Haaland, avvenuto al quinto minuto di gioco, ha inevitabilmente influenzato gli equilibri della partita, privando la Norvegia di un vantaggio iniziale che avrebbe potuto cambiarne l'impostazione tattica e l'approccio mentale. L'attaccante del Manchester City, nonostante la sua proverbiale freddezza sotto porta, si è visto neutralizzare prima il tiro iniziale e poi, a seguito di un intervento del VAR che ne ha imposto la ripetizione, anche il secondo tentativo, regalando al portiere avversario una doppia parata che resterà negli annali dell'incontro. L'episodio, al di là del risultato finale, rimarrà come una delle pagine più curiose e discusse di questa fase di qualificazione.

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