Putin accusa l'Europa: “Gli elettori non vogliono la guerra con la Russia”
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Redazione Esteri
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Vladimir Putin torna ad attaccare l'Unione Europea e lo fa nel giorno in cui in Russia si apre il voto per il rinnovo della Duma. Durante una riunione con alti funzionari dell'esercito e dell'industria della difesa, il presidente russo ha sostenuto che i leader europei evocano il rischio di un conflitto con Mosca per salvare il proprio prestigio, utilizzando gli ucraini come carne da cannone. Parole pronunciate mentre la Commissione europea annunciava una nuova erogazione da 3,3 miliardi di euro a favore di Kiev.
La requisitoria contro Bruxelles
Secondo quanto riportato dalle agenzie russe, Putin ha affermato che «invece di fermarsi e ascoltare i propri cittadini, che hanno chiarito alle elezioni di non volere alcuna guerra con la Russia, questi leader continuano ad aggravare la situazione: stanno usando la situazione in Ucraina per esacerbare il conflitto». Il riferimento è alle consultazioni elettorali che hanno attraversato il continente e che, secondo il Cremlino, avrebbero mandato un segnale inequivocabile contro l'escalation militare.
Il capo dello Stato russo ha poi aggiunto che alcuni leader europei dichiarano apertamente di prepararsi alla guerra contro la Russia e che le minacce che gravano sul Paese non stanno diminuendo.
Il rafforzamento della difesa spaziale
Nel corso dell'incontro dedicato al nuovo Programma statale degli armamenti, Putin ha indicato le priorità strategiche per i prossimi anni. Ha chiesto di completare la costellazione orbitale di veicoli spaziali di nuova generazione, in modo da garantire comunicazioni sicure ad alta velocità e migliorare la qualità dei dati di intelligence e di navigazione ad alta precisione per il comando e controllo delle truppe.
Il presidente ha inoltre rivendicato il livello di modernizzazione delle forze nucleari strategiche, che ha quantificato nel 92 per cento, definendolo un primato che nessun'altra potenza nucleare può vantare. Tra gli obiettivi enunciati figurano anche lo sviluppo di sistemi robotici senza pilota e l'impiego di tecnologie digitali avanzate e intelligenza artificiale.
Il sostegno europeo a Kiev
Mentre Putin parlava, la Commissione europea ha reso noto di aver erogato all'Ucraina la quarta tranche del prestito di sostegno, pari a 3,3 miliardi di euro, destinata all'acquisto di droni e missili. Con questo pagamento, nell'anno in corso l'esecutivo comunitario ha versato a Kiev quasi 15 miliardi di euro tra sostegno alla difesa e assistenza più ampia. La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che «l'Europa continuerà a fornire all'Ucraina il sostegno di cui ha bisogno per difendere la propria popolazione e il proprio territorio».
Il prestito complessivo ammonta a 90 miliardi di euro, di cui 30 destinati all'assistenza di bilancio e 60 alla difesa nel biennio 2026-2027.
L'asse tra Mosca e la difesa europea
La Commissione ha inoltre annunciato l'intenzione di utilizzare i fondi residui dello strumento Safe per avviare un nuovo programma congiunto con l'Ucraina, finalizzato allo sviluppo di un sistema europeo di difesa aerea e missilistica basato sull'esistente sistema antibalistico Freya. L'iniziativa dovrebbe combinare l'esperienza maturata sul campo di battaglia dalle forze ucraine con la capacità industriale e tecnologica del continente.
Sul fronte opposto, il Cremlino ha ribadito la determinazione a proseguire nello sviluppo di cooperazioni militari e tecnico-militari con i Paesi alleati per rafforzare il sistema di sicurezza collettiva.
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