Leapmotor B10 REEV Hybrid, l’elettrica che va a benzina per sfidare l’ibrido europeo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   È un po’ più di un’elettrica, ma un po’ meno di un’ibrida. Stiamo parlando della Leapmotor B10 REEV Hybrid, Suv compatto che eredita dalla sorella maggiore C10 il powertrain elettrico ad autonomia estesa. Un sistema, quello del cosiddetto Range Extender, basato sul 1,5 litri benzina che – attenzione – non fornisce trazione, ma fa esclusivamente da generatore per il pacco batterie che alimenta il motore elettrico. Non un’elettrica in senso stretto, dunque, né una full hybrid tradizionale, ma una vettura che si guida come se tale fosse e che sfrutta l’energia potenziale stipata nel serbatoio per coprire fino a 900 km di autonomia senza quell’ansia da ricarica che ancora frena molti automobilisti.

La formula del range extender, tra pragmatismo e innovazione

Mentre il mercato europeo oscilla – comprensibilmente – tra l’interesse per le batterie e il pragmatismo dei motori termici, Leapmotor gioca una carta diversa. Il brand cinese, che nel Vecchio Continente può contare sulla spinta decisiva di Stellantis, porta su strada un Suv compatto che ribalta il concetto tradizionale di ibrido. Qui la trazione è sempre e comunque affidata al motore elettrico posteriore da 218 cavalli, mentre il propulsore a benzina, un 1.5 da circa 70 kW, entra in scena solo quando necessario per ricaricare la batteria LFP da 18,8 kWh. Una soluzione tecnica che, come spiegano gli ingegneri, permette al termico di lavorare sempre al regime ottimale, riducendo consumi ed emissioni, ma anche eliminando la complessità meccanica di cambio e frizione.

Autonomia senza compromessi e una guida “europea”

Il risultato, sulla carta e su strada, è particolarmente interessante per chi guarda all’elettrico con interesse ma non è ancora pronto a fare il salto. Con la batteria carica, la B10 REEV offre circa 86 km di percorrenza a zero emissioni, sufficienti per la gran parte degli spostamenti quotidiani. Quando questi si esauriscono, o se si decide di viaggiare senza soste, entra in funzione il generatore: i 50 litri di benzina nel serbatoio garantiscono un’autonomia combinata che supera i 900 km, con un consumo nel ciclo misto dichiarato di appena 2,6 litri ogni 100 km. Un dato, quest’ultimo, che incide positivamente anche sul costo di esercizio. Non solo numeri: durante i primi contatti con la stampa internazionale, il comportamento dinamico ha convinto per un assetto capace di smorzare le asperità dell’asfalto, con una tenuta di strada che infonde sicurezza e una taratura delle sospensioni – frutto del lavoro dei tecnici Stellantis a Balocco – lontana dai gusti solitamente più morbidi delle auto cinesi.

Dotazione e prezzi per il mercato italiano

Sul fronte dell’equipaggiamento, Leapmotor ha scelto una strategia chiara: due soli allestimenti, Life e Design, entrambi già molto completi. La versione base include già pompa di calore, display centrale da 14,6 pollici gestito dal chip Qualcomm 8155, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto (arrivata con un recente aggiornamento software) e un pacchetto di 17 ADAS per la guida assistita di livello 2, che ha contribuito a ottenere le 5 stelle Euro NCAP. La versione Design aggiunge poi sedili anteriori regolabili elettricamente, riscaldati e ventilati, volante riscaldato e portellone posteriore automatico. I prezzi di listino partono da 29.900 euro per la Life, ma la mossa più interessante riguarda le promozioni di lancio: con la permuta o la rottamazione di un vecchio mezzo, il costo d’accesso scende a 24.900 euro. Una cifra che, nel segmento dei Suv ibridi compatti, posiziona il modello cinese in una fascia di mercato in cui la concorrenza europea fatica ad arrivare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.