Triplice omicidio a Montagnareale, tre cacciatori uccisi a colpi d'arma da fuoco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella tarda mattinata di oggi, una chiamata al numero unico di emergenza 112 ha interrotto l’ordinaria quiete della contrada Caristia, un'area boscosa e isolata sopra il comune di Patti, in provincia di Messina. La segnalazione, la cui fonte non è stata al momento identificata, ha portato alla macabra scoperta di tre corpi senza vita, crivellati da colpi d’arma da fuoco, in quello che si configura subito come un delitto di gravità eccezionale. I tre uomini, le cui generalità sono oggetto di accertamento, erano usciti nelle prime ore dell’alba per dedicarsi a una battuta di caccia, attività comune in quei territori, senza fare più ritorno a casa.

L'intervento sul posto e l'avvio delle indagini

Sul luogo del ritrovamento, dopo l’allarme, si è immediatamente mobilitato un consistente dispiegamento di forze dell’ordine. I carabinieri della Compagnia di Patti, giunti per primi, hanno provveduto a delimitare l’ampia area con il nastro giallo, preservando la scena del crimine da possibili contaminazioni, mentre i militari del Nucleo Investigativo e quelli del Reparto Operativo hanno avviato i complessi rilievi tecnico-scientifici. A coordinare le operazioni, su mandato della Procura di Patti, è intervenuto personalmente il procuratore capo, il quale, dopo un sopralluogo preliminare durato diverse ore, ha disposto il sequestro della zona e il trasferimento delle salme all’obitorio per gli accertamenti autoptici necessari a definire con precisione la dinamica e le cause della morte.

Le prime ipotesi investigative

Sebbene le indagini, ancora in una fase embrionale, procedano al momento senza alcuna ipotesi ufficiale esclusiva, gli investigatori stanno valutando con attenzione ogni possibile movente. La natura violenta dell’agguato, la tipologia delle ferite riportate dalle vittime, compatibili con colpi di arma da fuoco probabilmente lunga, e il luogo isolato del delitto, suggeriscono una pianificazione precisa. Non si esclude, tra le piste al vaglio, quella di una faida personale o di questioni legate a contesti territoriali, anche considerando che la caccia, attività praticata dalle vittime, implica spesso l’uso e il possesso di fucili. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire minuto per minuto l’ultima giornata dei tre uomini, interrogando familiari e conoscenti, per tracciarne gli spostamenti e i possibili incontri prima del tragico epilogo.

Il silenzio e il lavoro degli investigatori

La riservatezza che avvolge l’inchiesta è massima, come di consueto in casi di tale delicatezza, e poche informazioni filtrano dagli uffici della Procura. Quel che è certo è che il lavoro degli investigatori si concentra ora sull’esame di ogni elemento materiale rinvenuto, dai bossoli eventualmente presenti alle tracce biologiche, fino ai dati telemetrici delle utenze cellulari, per far luce su un episodio che ha gettato nello sgomento non solo la piccola realtà di Montagnareale ma l’intero territorio messinese. L’obiettivo prioritario, in questa fase, resta quello di identificare con assoluta certezza la o le armi del delitto e di tracciare un profilo plausibile dell’autore o degli autori del triplice omicidio.

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