Il Diavolo veste Prada 2 a Milano: boom di turisti nei luoghi del film
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Diavolo veste Prada 2 a Milano ha portato un aumento del 18% delle presenze straniere nei luoghi della città utilizzati come set cinematografico. Il dato emerge da un’analisi del Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza realizzata attraverso la piattaforma Cities Analytics, che ha misurato l’effetto dell’uscita nelle sale del sequel girato in ampie porzioni del capoluogo lombardo. Le location del film, legate all’immaginario della moda e del lusso, hanno registrato quindi una crescita dell’attenzione da parte dei visitatori internazionali.
La presenza di Milano ne Il Diavolo veste Prada 2 ha trasformato diversi luoghi della città in punti di interesse per chi vuole ritrovare le atmosfere viste sul grande schermo. Il sequel porta Miranda Priestly, Andy Sachs e gli altri protagonisti nel cuore della capitale della moda italiana, dopo le ambientazioni del primo capitolo tra New York e Parigi. Le location milanesi diventano così parte centrale del racconto cinematografico e contribuiscono alla crescita delle visite straniere nei luoghi coinvolti dalle riprese.
Milano protagonista tra cinema, moda e turismo internazionale
L’effetto grande schermo si conferma un elemento collegato alla scoperta dei luoghi presenti nei film. Nel caso de Il Diavolo veste Prada 2, il legame tra cinema e moda ha concentrato l’attenzione sui luoghi milanesi scelti come set, creando un collegamento diretto tra la pellicola e la città che ospita alcune delle scene del sequel. L’analisi del Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza evidenzia un incremento delle presenze straniere pari al +18% proprio nelle aree associate al film.
Il nuovo capitolo della storia con Miranda Priestly e Andy Sachs viene raccontato anche attraverso una guida dedicata alle location più glamour e iconiche di Milano. La città assume un ruolo riconoscibile all’interno del film, con ambientazioni che richiamano il mondo della moda e che hanno contribuito a rafforzare l’interesse verso i luoghi scelti per le riprese. L’attenzione internazionale si concentra quindi non solo sulla pellicola, ma anche sugli spazi urbani diventati parte della narrazione cinematografica.
All’asta i costumi de Il Diavolo veste Prada 2: dal maglione ceruleo agli outfit del film
Un altro elemento legato al sequel riguarda il guardaroba utilizzato nella pellicola. Christie’s organizza un’asta online dedicata ai costumi de Il Diavolo veste Prada 2 dal 1° al 15 settembre, con la possibilità di acquistare alcuni capi indossati nel film dalle protagoniste Meryl Streep e Anne Hathaway. Tra gli oggetti più attesi compare il celebre maglione ceruleo diventato un simbolo della cultura pop grazie al monologo di Miranda Priestly.
Il pullover ceruleo, associato a una delle scene più ricordate del primo film, passa dal guardaroba di Runway all’interesse dei collezionisti attraverso l’iniziativa di Christie’s. L’asta comprende anche altri outfit del sequel, tra cui un abito di Gabriela Hearst indossato da Anne Hathaway. Il ricavato dell’iniziativa sarà destinato al Cpj-Committee to protect journalists e al Cfda-Council of fashion designers of America.
Il successo delle location milanesi e l’attenzione verso i costumi mostrano due aspetti collegati alla diffusione de Il Diavolo veste Prada 2: da una parte l’impatto del film sulla scoperta dei luoghi cittadini, dall’altra il valore simbolico degli abiti che hanno accompagnato la storia sullo schermo. Milano diventa così il punto di incontro tra cinema, moda e interesse dei visitatori stranieri attraverso gli elementi più riconoscibili del sequel.
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