Milano, il set de «Il diavolo veste Prada» fa impazzire tutti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le riprese de «Il Diavolo veste Prada 2» hanno ormai trasformato Milano in una succursale di Hollywood, un fenomeno che, come un fiume in piena, ha travolto l’immaginario collettivo di una città abituata a vedersi, più che sullo schermo, dietro le quinte della moda. Avvocati, professionisti, mamme: molti di loro, catturati da un’insolita febbre da set, hanno tentato la sorte per un ruolo da comparsa, cercando di ritagliarsi un frammento di quella magia. La milanesità senza tempo, fatta di eleganza sotto i portici e di frenesia lungo i marciapiedi, si è così ritrovata a fare da sfondo a una storia che è, in fondo, anche un po' sua, tra tendenze che si rincorrono e un bon ton che resiste alle intemperie dei decenni.

La mappa delle location più iconiche

Se è vero che guardando le vetrine ci si fa un’idea della moda, osservando i luoghi prescelti dalle produzioni si comprende l’anima di una metropoli. Il Quadrilatero, cuore pulsante dello stile e delle griffe più blasonate, è stato naturalmente uno dei primi a essere coinvolto, con le sue strade che, un po’ a insaputa di tutti, vengono sigillate al passaggio soltanto quando le esigenze di ripresa lo impongono. Non mancano, poi, i droni che, svettando nel cielo terso, catturano dall’alto l’imponenza di piazza Duomo e l’eleganza austera di via Montenapoleone, mentre le telecamere a terra indugiano su dettagli minuti: finestre, facciate di case e persino cartelli stradali, diventando tasselli di un mosaico più grande.

Fan in attesa e set blindati

La città, in queste settimane, non parla d’altro: le riprese stanno catalizzando l’attenzione generale, trasformando le vie del centro in un palcoscenico a cielo aperto. I fan, armati di smartphone e pazienza, si appostano con la speranza di cogliere lo scatto perfetto, quello che immortala uno dei protagonisti della pellicola. E a Milano, in effetti, ci sono proprio tutti, dai volti più celebri come Meryl Streep e Anne Hathaway a figure cardine come Stanley Tucci, creando un’atmosfera dove la finzione cinematografica e la realtà quotidiana si fondono, a volte inestricabilmente.

L’esperienza di chi è dentro l’ingranaggio

C’è chi, in questo meccanismo complesso, non è una semplice comparsa ma ricopre un ruolo tecnico e al tempo stesso profondamente umano. Come nel caso di Valentino Odorico, che si è ritrovato a essere lo stand-in ufficiale di Stanley Tucci, la sua “ombra” sul set. A lui, come racconta, è stato detto semplicemente: «Devi essere lui». Un compito che va ben al di là della semplice imitazione, richiedendo la riproduzione meticolosa di ogni gesto, di ogni passo, fino a quando luci e inquadrature non raggiungono la perfezione, in un lavoro paziente e per lo più invisibile che sta alla base della magia del cinema.

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