Diomede Barchiesi morto difendendo il figlio: donati gli organi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Diomede Barchiesi morto dopo aver difeso il figlio ha lasciato un ultimo gesto di solidarietà: il cuore, i reni e il fegato del cinquantenne di Lanciano sono stati donati per salvare altre vite. Le operazioni di prelievo degli organi si sono concluse questa mattina all’ospedale di Pescara, dove l’uomo era ricoverato in Rianimazione dopo le gravissime lesioni riportate in seguito a un pugno ricevuto mentre cercava di proteggere il figlio durante una lite. La donazione era stata scelta dallo stesso Barchiesi, che al momento del rinnovo della carta d’identità aveva espresso la propria volontà favorevole.

La morte dopo il pugno ricevuto mentre difendeva il figlio

Diomede Barchiesi, 50 anni, è morto il 14 agosto dopo quattro giorni di ricovero in condizioni disperate nell’ospedale di Pescara. L’uomo era intervenuto nella notte tra l’8 e il 9 agosto sul lungomare di Fossacesia, in provincia di Chieti, per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi della stessa età. Secondo quanto riportato, il cinquantenne era in vacanza con la moglie e il figlio quando la discussione è scoppiata a pochi passi dal mezzo dove si trovavano, attirando la sua attenzione e spingendolo a intervenire per calmare gli animi e proteggere il ragazzo.

Il colpo ricevuto in volto durante l’intervento ha provocato la caduta dell’uomo, che ha battuto la testa riportando lesioni giudicate subito molto gravi. Nonostante le cure mediche e le speranze della famiglia, le sue condizioni non sono migliorate e il personale sanitario ha accertato il decesso dopo il periodo trascorso nel reparto di Rianimazione. La notizia della morte ha riguardato un uomo che aveva scelto di compiere un gesto di protezione nei confronti del figlio e che, attraverso la donazione degli organi, ha potuto lasciare un ulteriore segno.

Cuore, reni e fegato donati dopo il prelievo a Pescara

Le procedure per il prelievo degli organi di Diomede Barchiesi si sono svolte all’ospedale di Pescara e hanno portato alla donazione di cuore, reni e fegato. Il cuore del cinquantenne sarà destinato a una persona in cura all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove potrà contribuire a salvare una nuova vita. La disponibilità alla donazione non è arrivata dopo la tragedia, ma era già stata manifestata dallo stesso Barchiesi attraverso la dichiarazione inserita al momento del rinnovo della carta d’identità.

La vicenda di Diomede Barchiesi unisce così due momenti distinti: la morte avvenuta dopo l’aggressione sul lungomare di Fossacesia e la scelta precedente di donare gli organi. Il cinquantenne di Lanciano era intervenuto durante una lite che coinvolgeva il figlio e, dopo il ricovero per le ferite riportate, la sua volontà ha permesso di avviare il percorso della donazione. Le operazioni concluse a Pescara hanno quindi trasformato l’ultimo passaggio della sua vita in un aiuto concreto per altre persone.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.