L'ultimo pugno a Fossacesia, morto Diomede Barchiesi: il papà operaio non ce l'ha fatta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è chiuso nel dolore il capitolo più drammatico della vicenda che ha sconvolto la tranquilla località abruzzese di Fossacesia Marina. Diomede Barchiesi, l'operaio cinquantenne della Stellantis originario di Altino e residente a Lanciano, è morto questa mattina all'ospedale di Pescara.

Il decesso è stato ufficialmente dichiarato dal collegio medico dell'azienda sanitaria locale dopo il termine delle sei ore di osservazione previste dalla legge per l'accertamento della morte cerebrale; l'uomo, ricoverato nel reparto di rianimazione in condizioni giudicate subito disperate, non si è mai più ripreso dal violento colpo ricevuto durante una lite notturna, un pugno che ha spezzato una vita e gettato nello sconforto un'intera comunità, lasciando i suoi cari e i due figli, uno dei quali, il diciannovenne, era proprio al centro del diverbio che il padre aveva tentato di placare.

La dinamica della lite e l'aggressione mortale

I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica scorsi, quando la famiglia Barchiesi si trovava in campeggio a Fossacesia per trascorrere qualche giorno di vacanza. La quiete della notte è stata improvvisamente rotta da urla e schiamazzi provenienti dall'esterno; la moglie di Diomede, svegliata dal trambusto, ha subito allertato il marito, il quale è uscito dal camper per cercare di sedare la situazione e proteggere il figlio diciannovenne rimasto coinvolto in una lite con un gruppo di giovani.

Nel tentativo di riportare la calma e difendere i suoi ragazzi, Barchiesi è stato avvicinato da un diciottenne che, con un pugno sferrato con violenza inaudita, lo ha colpito al volto; l'impatto è stato tale da far perdere immediatamente i sensi al cinquantenne, che è crollato a terra battendo pesantemente la testa, e da lì è scattata la corsa in ospedale, con i sanitari che hanno subito diagnosticato un quadro clinico gravissimo, tanto da rendere necessario il ricovero in rianimazione dove l'uomo è rimasto attaccato alla vita per giorni, prima che la speranza lasciasse definitivamente spazio

Alla tragica certezza.

La procedura di accertamento e la comunicazione della Asl

La Asl di Pescara, attraverso una nota ufficiale diffusa nella giornata odierna, ha confermato l'epilogo più temuto: "Si è concluso il periodo di osservazione previsto per l’accertamento della morte cerebrale e il collegio medico ha dichiarato il decesso del paziente". Le parole dell'azienda sanitaria, che ha espresso profonda vicinanza ai familiari della vittima, hanno messo fine a giorni di angosciante attesa, durante i quali la prognosi era rimasta riservata e le condizioni di Barchiesi non avevano mai mostrato segnali di miglioramento.

La legge italiana prevede infatti un rigoroso protocollo per la diagnosi di morte celebrale, un iter che richiede un periodo di osservazione clinica e strumentale di sei ore, al termine del quale il collegio medico può formulare la dichiarazione ufficiale; un adempimento burocratico e clinico, questo, che ha allungato ulteriormente l'agonia della famiglia, già provata dall'indicibile violenza di quell'aggressione notturna sulla quale ora si concentrano le indagini dei carabinieri, che stanno ricostruendo ogni passaggio di quella tragica notte per attribuire le giuste responsabilità al giovane

Autore del pugno fatale.

Il dolore del territorio e l'ordinanza del sindaco

La notizia della morte di Diomede Barchiesi ha scosso profondamente non solo Lanciano, dove l'uomo risiedeva, ma l'intero comprensorio e in particolare Fossacesia, la località balneare che si è trovata suo malgrado al centro della cronaca nera.

Il sindaco del comune rivierasco, Enrico Di Giuseppantonio, ha voluto esprimere il cordoglio della collettività firmando un'ordinanza con la quale dispone, per la serata di oggi, la sospensione di tutte le attività musicali, di intrattenimento e di ballo, sia al chiuso che all'aperto; un gesto simbolico, ma carico di significato, che intende rispettare il lutto e il silenzio che avvolgono la memoria dell'operaio della Stellantis di Atessa, un uomo che, come tanti, lavorava duramente e che in un attimo si è trovato a pagare con la vita il tentativo di difendere i propri figli da una lite da

Cui, forse, sarebbe stato meglio restare fuori, ma che il suo istinto paterno gli ha imposto di affrontare. La comunità si stringe ora attorno alla moglie e ai due ragazzi, rimasti improvvisamente senza il loro punto di riferimento, mentre la magistratura procederà con l'aggiornamento delle accuse a carico del diciottenne, che potrebbe ora dover rispondere di omicidio preterintenzionale, un reato che trasforma un pugno sferrato in un gesto dalle conseguenze giudiziarie devastanti quanto la perdita di una vita umana.

L'inchiesta e il profilo della vittima

Diomede Barchiesi, cinquant'anni, originario di Altino e dipendente dello stabilimento Stellantis di Atessa, era un padre di famiglia e un lavoratore stimato, la cui esistenza ordinaria è stata spezzata dalla violenza insensata di un litigio scoppiato per ragioni ancora da chiarire nella notte di Fossacesia.

I carabinieri della compagnia di Ortona, intervenuti subito dopo l'aggressione, hanno ascoltato diversi testimoni e stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto accaduto e accertare eventuali concause o responsabilità condivise.

Il ragazzo diciottenne autore del pugno, la cui identità è già nota agli inquirenti, è stato denunciato per lesioni gravi, ma con la morte di Barchiesi il quadro giudiziario è destinato a mutare radicalmente; la Procura di Lanciano, che coordina le indagini, valuterà la sussistenza dei presupposti per l'omicidio preterintenzionale, una figura che prevede pene severe quando da un atto di violenza, non direttamente finalizzato a uccidere, deriva la morte della vittima, e che in questo caso appare la cornice giuridica più probabile per un pugno che, purtroppo, si è rivelato letale e che ha

Trasformato una lite da strada in un dramma giudiziario e umano destinato a segnare per sempre le vite di due famiglie.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.