Gattuso sempre più vicino alla panchina dell'Italia, la Figc lavora per chiudere
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
di Antonio Ricotta
Roma – La scelta, ormai, sembra fatta. Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, toccherà a Gennaro Gattuso guidare la Nazionale italiana verso il Mondiale del 2026, ereditando una squadra che, dopo il disastroso europeo e le deludenti prestazioni nelle qualificazioni, appare bisognosa di un rilancio. Gli incontri tra il tecnico e il presidente della Figc, Gabriele Gravina, hanno superato le ultime resistenze, e l’annuncio – previsto già nei prossimi giorni, forse già nel weekend – potrebbe sancire ufficialmente l’inizio di una nuova era.
Non mancano, tuttavia, le polemiche. A rompere il silenzio è stato Riccardo Montolivo, ex compagno di squadra di Gattuso, che in un’intervista ha definito l’ex centrocampista "scorretto e in malafede", aggiungendo: "Non è una persona che gode della mia stima". Parole che rischiano di riaprire vecchie controversie, sebbene il percorso del nuovo ct sembri ormai tracciato.
Intanto, la macchina organizzativa è già in moto. Gattuso, che nelle ultime ore ha lavorato dalla sua residenza in Spagna, sta mettendo a punto uno staff tecnico che potrebbe includere volti noti del calcio azzurro, tra cui alcuni protagonisti del trionfo mondiale del 2006. Si parla di Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, mentre Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli – quest’ultimo già vicino alla Figc in altri ruoli – potrebbero ricoprire funzioni di supporto. Un ritorno alle radici, insomma, con l’obiettivo di ridare identità a una squadra che, negli ultimi tempi, ha mostrato più ombre che luci.




