La Global Sumud Flotilla salpa da Barcellona tra le proteste e le accuse a Netanyahu
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Redazione Interno
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Un'enorme effigie di Benjamin Netanyahu, ritratto con i baffi alla Hitler e le mani immerse in un rosso vivido, è comparsa ieri tra la folla radunata al Moll de la Fusta di Barcellona. L'immagine, carica di un simbolismo che non ammette ambiguità, è stata il centro visivo della manifestazione di sostegno alla Global Sumud Flotilla, la quale, non a caso, ha scelto proprio il porto catalano come uno dei punti di partenza verso la Striscia di Gaza. L'evento, che si inserisce in un calendario di proteste sempre più fitte, mirava a attirare l'attenzione sulla missione civile che in queste ore sta salpando con un carico di aiuti umanitari.
La flotta, composta da un manipolo di piccole imbarcazioni, è infatti partita ieri, 31 agosto, e continuerà i suoi preparativi fino al 4 settembre, muovendosi da Genova, Catania, Barcellona e Tunisi. Il suo obiettivo dichiarato, come ribadito dall'attivista ispano-palestinese Saif Abukeshek, membro del comitato direttivo, è "aprire un corridoio di aiuti umanitari" verso un territorio che le Nazioni Unite hanno definito stremato da carestia e genocidio. Una missione esplicitamente non violenta, la sua, che si propone di sfidare direttamente il blocco navale israeliano.
Il sostegno all'iniziativa non si limita ai soli porti di partenza, ma si sta organizzando anche attraverso cortei di solidarietà in diverse città. A Pavia, ad esempio, è prevista per domenica alle 17 una manifestazione che partirà da piazza della Vittoria. Questo movimento di appoggio, peraltro, trova eco anche in realtà politiche specifiche, le quali stanno cercando di amplificarne il messaggio a livello locale e nazionale.




