Nuove intercettazioni scuotono la ginnastica ritmica: presunti maltrattamenti e polemiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il caso che ha travolto Emanuela Maccarani, storica allenatrice della Nazionale di ginnastica ritmica, licenziata dalla Federazione dopo le accuse di maltrattamenti, si arricchisce di nuovi sviluppi, mentre emergono ulteriori intercettazioni che gettano luce su metodi d’allenamento discutibili. Tra le conversazioni rese pubbliche, quelle che coinvolgono Julieta Cantaluppi, ex tecnica della Società Ginnastica Fabriano e della squadra juniores, rivelano episodi in cui le atlete sarebbero state costrette a rimanere in mutande e rinchiuse in uno stanzino come forma di punizione.

A difendere con fermezza Sofia Raffaeli, campionessa chiaravallese legata alla palestra di Fabriano, è intervenuto il padre, che ha definito le polemiche una "guerra di potere", respingendo ogni accusa verso la figlia. Le intercettazioni, tuttavia, continuano a sollevare interrogativi sulle dinamiche all’interno degli ambienti sportivi, già scossi dalle rivelazioni su Maccarani e dalle parole sessiste dell’ex presidente federale Gherardo Tecchi, il quale, in una conversazione con l’attuale numero uno Andrea Facci, aveva criticato l’ex atleta Ginevra Parrini per il suo aspetto fisico.

Le nuove rivelazioni, seppur da verificare nel contesto delle indagini in corso, dipingono un quadro in cui pressioni psicologiche e umiliazioni sembrerebbero essere state utilizzate come strumenti di disciplina. Mentre la Federazione cerca di distanziarsi dalle figure coinvolte, le intercettazioni riportano frasi in cui Cantaluppi avrebbe giustificato certi metodi come necessari per "irrobustire il carattere" delle ginnaste.

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