Nuove intercettazioni nella ginnastica ritmica: presunti maltrattamenti a Fabriano
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Redazione Sport
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Mentre le indagini della Procura di Monza proseguono, emergono ulteriori elementi che complicano il già tormentato quadro della ginnastica ritmica italiana. Le intercettazioni disposte nel 2022 nell’ambito del caso Maccarani – che ha portato alla richiesta di imputazione coatta per maltrattamenti nei confronti dell’ex ct delle Farfalle – rivelano ora accuse pesanti anche contro Julieta Cantaluppi, ex allenatrice della Società Ginnastica Fabriano, palestra che ha formato atlete del calibro di Sofia Raffaeli e Milena Baldassarri.
Secondo quanto riportato dagli atti, alcune ginnaste sarebbero state costrette a spogliarsi e rinchiuse in uno stanzino freddo come forma di punizione, una pratica che, se confermata, getterebbe un’ombra ancora più cupa su un ambiente già scosso da scandali. Le registrazioni, analizzate nei mesi scorsi, includono testimonianze che descrivono metodi coercitivi e umiliazioni sistematiche, ampliando il perimetro delle accuse oltre l’Accademia di Desio, finora al centro delle inchieste.
La Federazione Ginnastica d’Italia, guidata da Andrea Facci, si trova così ad affrontare una crisi sempre più profonda, resa ancor più intricata dall’assenza di un procuratore capo nella Procura Federale. Se da un lato il licenziamento di Maccarani – formalmente motivato da ragioni tecniche – aveva illuso di poter voltare pagina, le nuove rivelazioni rischiano di compromettere ogni tentativo di ripresa.
Quello che emerge dalle intercettazioni non è soltanto un presistema di abusi, ma una cultura della disciplina basata sull’intimidazione, dove le giovani atlete, alcune minorenni, subirebbero pressioni psicologiche e fisiche in nome della performance. La Società Ginnastica Fabriano, finora considerata un’eccellenza del settore, è ora sotto la lente d’ingrandimento, con interrogativi che investono non solo i tecnici coinvolti, ma l’intera governance sportiva.




