L'industria europea dell'auto chiede a Bruxelles di rivedere il bando alle termiche

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori automobilistici europei, e la Clepa, che rappresenta i fornitori di componenti, hanno inviato una lettera ufficiale alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere una revisione sostanziale del Green Deal. Nella missiva, i firmatari Ola Källenius e Matthias Zink definiscono “infattibile” l’attuale percorso normativo che prevede lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035, un pilastro – quest’ultimo – della strategia continentale per raggiungere la neutralità carbonica entro la metà del secolo.

Le due associazioni, le cui aziende rappresentate danno lavoro a milioni di persone in tutta Europa, sostengono che l’approccio corrente, percepito come un mero divieto, stia mettendo in ginocchio un intero settore industriale. Il loro appello, che non chiede un abbandono degli obiettivi climatici ma una transizione più pragmatica, punta a ottenere maggiore spazio per i combustibili puliti, sintetici e a idrogeno, i quali – a loro dire – preservano la libertà di scelta del mercato e salvaguardano il know-how tecnologico continentale.

La pressione su Bruxelles nasce dalla concorrenza sempre più agguerrita di Cina e Stati Uniti, quest'ultimi guidati da Donald Trump, i cui piani industriali e protezionistici rischiano di rendere imprendibili le imprese europee. Senza un piano continentale più forte e coordinato per lo sviluppo della filiera delle batterie e per gli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici, si teme un declino irreversibile che comporterebbe la perdita di competitività globale e la delocalizzazione della produzione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.