Errore tragico: ostaggi israeliani uccisi dai militari dello Stato ebraico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'uccisione di tre ostaggi a Gaza e quella recente del civile israeliano a Gerusalemme hanno rivelato una triste realtà: i militari dello Stato ebraico aprono il fuoco con estrema facilità, convinti di partecipare a una enorme vendetta a danno di tutti i palestinesi per l'attacco di Hamas del 7 ottobre. Le regole di ingaggio delle Forze armate, che dovrebbero essere rispettate, sembrano essere solo inchiostro su carta.

I tre ostaggi - Yotam Haim, Alon Shamriz e Samer Fuad El-Talalka - sono sfuggiti ad Hamas ma sono stati freddati da una pattuglia dell'esercito israeliano nonostante avessero una bandiera bianca e si fossero tolti le magliette per indicare che non avevano giubbotti esplosivi. Questo incidente ha imbarazzato l'intero Paese, compreso il Capo di Stato maggiore Herzi Halevi, che ha dichiarato: "Le Idf e io come comandante siamo responsabili per quello che è successo e faremo di tutto per impedire che si ripetano simili incidenti".

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso il suo dolore per la morte per errore dei 3 ostaggi israeliani, affermando che "ha spezzato il mio cuore e quello dell’intera nazione". Tuttavia, ha precisato che non allenteranno lo sforzo militare e politico per la restituzione dei loro ostaggi e che la pressione militare è necessaria sia per la restituzione degli ostaggi che per la vittoria.

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