Baerbock a testa alta in Siria
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Redazione Esteri
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Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, ha recentemente visitato Damasco insieme al suo omologo francese Jean-Noël Barrot. Durante l'incontro con il nuovo leader islamista siriano Ahmad al-Sharaa, noto anche come Abu Mohammed al-Jolani, la ministra ha mostrato una notevole fermezza, rifiutando di indossare il velo e mantenendo una postura dignitosa. La Siria, liberata dalla dittatura di Assad e ora sotto il controllo dei ribelli jihadisti, è al centro di un delicato processo di transizione politica.
Al-Jolani, che ha guidato la milizia Hts nella caduta del regime di Assad, cerca di riposizionarsi come leader della nuova Siria post-Assad. Nonostante il suo passato da jihadista, al-Jolani tenta di presentarsi come un volto nuovo e rassicurante, cercando di trasmettere un'immagine di tolleranza e apertura al mondo esterno. Tuttavia, permangono legittimi dubbi sulla sincerità e sulla fattibilità ideologica e politica di questo cambiamento.
Durante l'incontro, Baerbock ha dovuto affrontare una situazione di evidente discriminazione di genere. Il leader siriano ha rifiutato di stringerle la mano, considerandola "impura" in quanto donna, e l'ha fatta accomodare in una sedia distante dagli uomini. Al contrario, il ministro degli Esteri francese è stato ricevuto con tutti gli onori, evidenziando una disparità di trattamento basata sul genere.
La visita di Baerbock e Barrot in Siria rappresenta un tentativo dell'Unione Europea di stabilire un dialogo con il nuovo regime, nonostante le controversie e le incertezze legate al passato di al-Jolani e della sua milizia.




