Al-Jolani, da jihadista a leader politico in Siria
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Redazione Esteri
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Ahmad al Sharaa, meglio noto come Abu Mohammad al-Jolani, è una figura controversa e complessa che ha attraversato una trasformazione radicale nel corso degli anni. Da giovane militante panislamico affiliato ad Al Qaeda e combattente dell'Isis, al-Jolani è oggi il leader dei ribelli che hanno preso il potere in Siria, rovesciando il regime di Bashar al-Assad. La sua evoluzione, da radicale jihadista a statista pragmatico, è emblematica delle sfide e delle contraddizioni che caratterizzano la situazione siriana.
Al-Jolani, che ora si presenta come un aspirante statista, ha dichiarato di voler lavorare per la costruzione di una nuova Siria unita e inclusiva di tutte le sue componenti. Tuttavia, il suo passato non rassicura del tutto la comunità internazionale, che guarda con sospetto alla sua figura e alle sue intenzioni. In un'intervista esclusiva rilasciata al Tg1, al-Jolani ha affermato che sarà il popolo siriano a decidere se il nuovo stato sarà islamico, sottolineando che questa scelta non spetta ai paesi stranieri.
Il leader dei ribelli ha tracciato una strada precisa per il futuro della Siria: prima il censimento, poi le elezioni. Al-Jolani ha spiegato che metà della popolazione siriana vive all'estero e che la maggior parte di questi non ha legami giuridici con la madrepatria, a causa delle politiche del regime precedente. Questo censimento, secondo al-Jolani, è fondamentale per garantire che tutti i siriani possano partecipare al processo elettorale e decidere il futuro del paese.
A Idlib, una delle roccaforti dei ribelli, la situazione è complessa. La maggior parte delle donne indossa il "kherem", il velo integrale, e le non residenti che si avventurano nella città sono spesso accolte con insulti e sguardi torvi.




