Tesla, tra caffè e multe: il video che complica la difesa sul Full Self-Driving

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia difensiva di Tesla, che nelle aule di tribunale di mezzo mondo punta a scaricare sui conducenti la responsabilità degli incidenti causati dal suo sistema di guida assistita, si è improvvisamente indebolita per mano del suo stesso ufficio marketing.

Il colosso di Austin, come riferisce Electrek, deve far fronte a un'esposizione legale stimata in 14,5 miliardi di dollari, una cifra che cumula cause per pubblicità ingannevole, frode sui titoli azionari e, soprattutto, una lunga scia di sinistri mortali legati all'uso dell'Autopilot e del più avanzato Full Self-Driving (FSD). In questo clima già rovente, la pubblicazione di un video promozionale di appena pochi secondi rischia di trasformarsi in un boomerang giudiziario difficilmente gestibile dai legali dell'azienda.

La tentazione dell’espresso: un video che diventa prova

Il 26 maggio 2026, sul profilo X ufficiale dell'azienda (un post che molti hanno definito avventato e che sarebbe poi stato rimosso dalla piattaforma), è apparso un filmato destinato a fare discutere. Nelle immagini, girate all'interno dell'abitacolo di un veicolo in movimento, si vede un uomo seduto alla guida mentre, con lo sguardo rivolto verso la telecamera posizionata alla sua destra e le mani evidentemente libere dal volante, si dedica con una certa noncuranza alla preparazione di un caffè espresso.

La didascalia, quasi a voler sdrammatizzare un comportamento potenzialmente letale, recitava: "Mi preparo un espresso mentre guido". Il problema, almeno da un punto di vista legale, è che la difesa di Tesla si è sempre basata su un assunto ferreo: il "Full Self-Driving (Supervised)" non è un sistema di guida autonoma, ma un assistente che richiede l'attenzione costante dell'uomo al volante, il quale deve essere pronto a intervenire in qualsiasi istante per evitare collisioni.

Il video, che mostra esattamente il comportamento opposto rispetto a quelle clausole scritte in piccolo, rappresenta ora una prova imbarazzante per l'accusa, perché documenta una distrazione volontaria del guidatore in un contesto pubblicizzato ufficialmente come sicuro.

L’Europa accoglie la tecnologia (con il freno a mano tirato)

Nonostante il clamore mediatico suscitato dal video "dell'espresso", l'avanzata commerciale della casa americana prosegue su un doppio binario. Da un lato, il Belgio – come riportato anche da Electronics Weekly – ha recentemente dato il via libera al sistema FSD, una concessione arrivata dalle autorità delle Fiandre ma valida sull'intero territorio nazionale grazie a un meccanismo di mutuo riconoscimento tra le diverse regioni del Paese.

Con questa approvazione, il piccolo paese europeo si aggiunge a nazioni come Danimarca, Paesi Bassi ed Estonia, diventando una pedina fondamentale nel mosaico della mobilità automatizzata del vecchio continente. Dall’altro lato, però, c’è la dura realtà dei regolatori scandinavi. Un’approfondita inchiesta di Reuters ha rivelato che l’azienda avrebbe fornito alle agenzie di sicurezza stradale di Svezia e Paesi Bassi dati statistici volutamente fuorvianti.

Per sostenere la tesi secondo cui l’FSD è fino a dieci volte più sicuro di un guidatore umano – una frase che il CEO Elon Musk ha ripetuto come un mantra negli ultimi anni – Tesla avrebbe confrontato incidenti gravi (con airbag esplosi) dei suoi mezzi con statistiche americane che includono anche i più lievi tamponamenti del parco auto generale, oltre a confrontare auto nuove con mezzi obsoleti e meno sicuri. I ricercatori interpellati dalla testata internazionale hanno definito questa operazione di marketing più vicina alla manipolazione che alla scienza dei dati.

Multe e precedenti: il vetriolo danese

Se la querelle sui numeri sembra una partita tecnica destinata a giocarsi negli uffici di Bruxelles, il comportamento del software sulla strada asfaltata rischia di inchiodare ulteriormente la reputazione dell'azienda. A dimostrarlo è un secondo video, pubblicato il 9 giugno, che ritrae una Tesla con l'FSD attivo mentre scorrazza per le strade di Copenaghen.

Il quotidiano danese Politiken ha analizzato il filmato, girato nei pressi della centrale piazza Rådhuspladsen, identificando una serie di violazioni del codice stradale locale che sembrano susseguirsi senza alcun ritegno: il sistema guida il veicolo nelle corsie riservate agli autobus, ignora un divieto di svolta e si avventura in aree pedonali e sulle piste ciclabili.

La FDM, la maggiore associazione automobilistica danese, ha definito la situazione "preoccupante", sottolineando come un assistente alla guida approvato per le strade pubbliche non possa permettersi di infrangere le regole basilari della circolazione con tanta leggerezza.

Questi episodi, infatti, alimentano i dubbi degli inquirenti anche oltreoceano, dove la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) sta ancora conducendo un'analisi tecnica su oltre 3,2 milioni di veicoli, avendo già archiviato nei suoi fascicoli almeno ottanta episodi documentati di violazioni del codice della strada imputabili al software.

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