Leopoli, nel cuore del patrimonio Unesco, colpita da un attacco di droni in pieno giorno

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le esplosioni hanno squarciato il silenzio del centro storico intorno alle 16,20 ora locale, quando l’esercito russo ha scatenato un attacco di droni contro Leopoli, città ucraina a pochi chilometri dal confine con la Polonia. I giornalisti presenti hanno documentato l’attività della difesa aerea mentre i velivoli kamikaze raggiungevano i loro obiettivi, concentrandosi su aree civili del centro cittadino. In particolare, due droni hanno causato danni e innescato incendi, costringendo i servizi di emergenza a intervenire per domare le fiamme divampate in edifici residenziali che si affacciano su piazza Cattedrale e lungo le vie Fratelli Rohatynets e Krasny Kalyny; il bilancio provvisorio parla di almeno diciassette feriti, un numero destinato a salire secondo quanto riferito dalle autorità locali che monitorano la situazione.

Una chiesa storica danneggiata e l’allarme che si allarga oltre il centro cittadino

Tra gli edifici coinvolti nell’attacco rientra anche un complesso religioso di particolare valore storico, protetto dall’Unesco, che ha subito danni nell’incendio propagatosi alla struttura. Il governatore della regione, Maksym Kozytskyi, ha fornito i dettagli dell’operazione nemica, spiegando che oltre agli immobili del centro anche una casa privata nel villaggio di Serniki ha preso fuoco a causa della caduta di detriti di un drone. Non solo Leopoli è finita nel mirino: le autorità ucraine hanno lanciato allerta in quasi tutte le regioni del paese, con l’eccezione di Odessa, segnalando centinaia di droni Shahed impiegati in un’offensiva di vasta portata che ha preso di mira anche Kiev e altre aree urbane. Il sindaco Andriy Sadovy ha parlato di un attacco brutale che ha colpito la parte centrale della città, sottolineando l’elevato numero di civili rimasti feriti e l’entità della devastazione in un’area riconosciuta dall’Unesco per il suo valore culturale.

I raid su Kherson e l’estrazione di un dalle macerie nel centro cittadino

Nelle stesse ore, un altro dramma si consumava a Kherson, nell’Ucraina meridionale, dove un bombardamento missilistico ha devastato il centro abitato. I soccorritori hanno estratto il corpo senza vita di un uomo dalle macerie della sua abitazione, crollata sotto la furia dei sistemi missilistici impiegati dalle forze russe. L’amministrazione militare regionale ha confermato che si trattava di un attacco diretto contro il cuore della città, senza fornire al momento dettagli sull’identità della vittima, mentre proseguono le operazioni di bonifica tra i detriti degli edifici colpiti. Questo episodio si inserisce in una strategia di pressione militare che ha visto, nelle ultime ore, un’escalation degli scontri su più fronti.

Il bilancio delle vittime sale a livello nazionale e l’attacco ucraino a Belgorod

Le conseguenze delle operazioni russe si sono fatte sentire con particolare violenza anche in altre regioni. A Poltava, secondo il capo dell’amministrazione militare Vitalii Diakivnych, due persone hanno perso la vita e undici sono rimaste ferite in seguito a un attacco che ha causato danni a diversi palazzi residenziali e a una struttura alberghiera. Nella regione di Zaporizhzhia, il governatore Ivan Fedorov ha riferito di almeno un morto e diversi feriti a causa di un attacco combinato con droni e missili, che ha danneggiato anche infrastrutture industriali e numerose abitazioni private. Sul fronte opposto, le ostilità hanno registrato una nuova intensificazione: le Forze Armate ucraine hanno infatti condotto un attacco missilistico contro la città russa di Belgorod, causando danni significativi alle infrastrutture energetiche. Il governatore Vyacheslav Gladkov ha dichiarato, tramite Telegram, che la regione è stata sottoposta a bombardamenti di artiglieria pesante; le informazioni preliminari riferite dalle agenzie Tass e Rbc escludono al momento vittime tra la popolazione, ma confermano la gravità dei danni riportati dalle reti di approvvigionamento energetico.

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