Guerrieri, Gassmann e la guerra delle orecchiette: quando la fiction incontra la cronaca di Bari vecchia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un momento, nella seconda puntata di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, in cui la finzione scenica si sovrappone alla realtà in maniera quasi perfetta, e lo fa nel nome di un pugno di pasta fatta a mano. L’avvocato Guido Guerrieri, quel personaggio nato dalla penna di Gianrico Carofiglio e ora interpretato da Alessandro Gassmann, si trova in aula per difendere una pastaia di Bari vecchia, la signora Milella, finita a processo per direttissima con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il caso, per quanto romanzato, pesca a piene mani da una vicenda che aveva animato il dibattito cittadino e non solo, arrivando persino sulle pagine del New York Times: la cosiddetta guerra delle orecchiette, che aveva visto contrapposte le donne del borgo antico e le forze dell’ordine per la vendita ambulante della pasta fresca.
La sceneggiatura, nella sua costruzione, inserisce un espediente narrativo di notevole efficacia, facendo citare all’avvocato un articolo del giornale statunitense, tradotto nel dialogo con un efficace A crime of pasta, per sottolineare il paradosso di una tradizione culinaria, simbolo della città nel mondo, trasformata in un caso di polizia. Gassmann, nel suo ruolo, articola una difesa che non si limita agli aspetti tecnico-giuridici del reato contestato, ma allarga il campo a considerazioni di ordine sociale e culturale: la dignità del lavoro di queste donne, quel poco che guadagnano per integrare una pensione sociale, il contributo che loro stesse hanno dato alla rinascita di un quartiere, Bari vecchia, un tempo percepito come luogo proibito e oggi inserito nei principali circuiti turistici internazionali. L’arringa, costruita con la consulenza di veri penalisti baresi, porta all’assoluzione dell’imputata e le regala, tra l’altro, un omaggio in guantiera.
Al di là del singolo episodio processuale, la messa in onda della serie, andata in scena lunedì 16 marzo su Rai 1, ha confermato il proprio appeal sul pubblico, vincendo la serata per distacco. I dati Auditel parlano chiaro: 3,5 milioni di spettatori e uno share del 22,4% per l’avvocato Guerrieri, a fronte dei 2,6 milioni di Scherzi a Parte su Canale 5, fermo al 21,1%. Un risultato che ribalta la gara della prima serata e che assume un rilievo particolare se si considera l’orario di messa in onda, giudicato non proprio agevole persino da Michele Venitucci, l’attore che presta il volto a Tancredi, l’ispettore amico del protagonista.
Le piazze e i vicoli, da Giovinazzo al lungomare: una Puglia da vetrina
La regia di Gianluca Maria Tavarelli, però, non si limita a raccontare storie di tribunale e di ordinaria resistenza. C’è un altro protagonista silenzioso che emerge con prepotenza in ogni inquadratura, ed è il territorio. La fiction si conferma un veicolo potente di promozione turistica, un vero e proprio spot a cielo aperto per la Puglia. Se la prima puntata aveva già fatto innamorare i telespettatori con scorci inediti, il secondo episodio ha alzato ulteriormente il tiro, regalando immagini mozzafiato di Giovinazzo, con le riprese dal drone che hanno sorvolato via Marina e la Vedetta sul Mediterraneo, soffermandosi poi sul porticciolo incastonato come una perla.
Ma non è solo la perla a confine con Bari a essere immortalata. La macchina da presa si muove agilmente tra il Circolo della Vela, il Teatro Margherita con la sua architettura sospesa, il lungomare Imperatore Augusto e la storica via Venezia, con le sue colonne romane a fare da cornice. Ogni luogo diventa funzionale alla narrazione, ma al tempo stesso costruisce un immaginario collettivo che va oltre la trama gialla. Le passeggiate notturne di Guerrieri, i suoi momenti di riflessione, i dialoghi con i comprimari, tutto avviene in scenari reali, restituendo allo spettatore un’idea di città viva, complessa e profondamente autentica, lontana dagli stereotipi e capace di mescolare antico e moderno in un equilibrio precario quanto quello che il personaggio cerca di trovare dentro di sé.




