Omicidio a Bojano, vittima in cantina dopo una serata insieme: fermato un 35enne con precedenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frazione di Civita, nel comune di Bojano, in provincia di Campobasso, è stata teatro di un omicidio che ha sconvolto la quiete notturna del piccolo centro montano. È qui, intorno alle 21 di martedì 5 maggio, che è stato trovato senza vita Nicola De Gregorio, 51 anni, operaio del posto, sposato e padre di un figlio. A dare l’allarme, seppur in modo indiretto, sono stati i carabinieri intervenuti dopo una segnalazione generica: all’arrivo dei militari, il dell’uomo giaceva in una cantina di sua proprietà, trasformata in un luogo che doveva essere di ritrovo e che invece è diventato teatro di una violenza letale.

Le indagini, condotte dalla compagnia di Campobasso con il supporto della stazione di Bojano, hanno portato in poche ore al fermo di un 35enne, anch’egli residente a Bojano e già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona. L’uomo, che secondo una prima ricostruzione degli inquirenti aveva trascorso la serata insieme alla vittima, si trova ora rinchiuso nel carcere di Campobasso. Il quadro che emerge dalle testimonianze e dai rilievi scientifici – ancora parzialmente al vaglio degli investigatori – è quello di un’aggressione iniziata probabilmente con una lite degenerata, forse per vecchi dissapori, come alcuni accenni trapelati dalle fonti vicine all’inchiesta lascerebbero intendere.

L’aggressione nella cantina: pugni e un oggetto contundente

Secondo quanto appreso dall’Ansa e da altre agenzie di stampa presenti sul luogo, la dinamica sarebbe particolarmente brutale. I due uomini si trovavano insieme nella cantina del cinquantunenne, un ambiente raccolto dove, in apparenza, stavano trascorrendo una serata come tante. A un certo punto, però, è scattata l’aggressione: il 35enne – per motori ancora al vaglio degli inquirenti che hanno ascoltato alcuni conoscenti e vicini – avrebbe prima colpito De Gregorio con una serie di pugni, per poi afferrare un oggetto contundente, la cui natura esatta non è stata resa nota per esigenze investigative, e colpirlo ripetutamente alla testa. I colpi inferti sono stati tali da non lasciare scampo all’operaio, il cui è stato rinvenuto senza più segni di vita.

Indagini sui precedenti e sui rapporti tra i due

I carabinieri stanno ora cercando di ricostruire ogni istante di quella serata, a partire dai luoghi frequentati prima di arrivare in cantina. Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la natura del legame tra la vittima e l’aggressore: alcuni accenni, raccolti tra i residenti di Civita e Bojano, parlano di una conoscenza non recente, probabilmente segnata da dissapori risalenti nel tempo. Su questo punto, però, gli investigatori mantengono il massimo riserbo, limitandosi a verificare i precedenti specifici del fermato (un curriculum giudiziario che include reati contro la persona) e ad acquisire i tabulati telefonici e i filmati di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze. Nessuna arma del delitto è stata ancora ufficialmente sequestrata, anche se gli inquirenti avrebbero individuato un oggetto compatibile con le lesioni riscontrate sul della vittima.

Il fermo e la traduzione in carcere a Campobasso

Il provvedimento di fermo, eseguito dai militari nella notte tra martedì e mercoledì, ha subito portato il 35enne dietro le sbarre della casa circondariale di Campobasso. L’uomo, al momento dell’interrogatorio di garanzia, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando intendere – attraverso il suo difensore – di attendere la piena ricostruzione della procura prima di fornire la propria versione dei fatti. La procura della Repubblica di Campobasso, che coordina le indagini, dovrà ora decidere se convalidare il fermo e contestare l’ipotesi di reato di omicidio volontario, aggravato – forse – dall’uso di un’arma impropria e dalla crudeltà dei mezzi adoperati. L’autopsia sul di Nicola De Gregorio, che verrà disposta nelle prossime ore, fornirà elementi decisivi per capire l’esatta dinamica dei colpi e la loro potenziale letalità.

Bojano, un delitto che interroga un paese

A Bojano e nella piccola frazione di Civita il silenzio è spesso la prima reazione a un fatto così grave. Nessuno, tra i pochi intervistati dai cronisti accorsi sul posto, ha voluto aggiungere particolari ai pochi dati ufficiali, limitandosi a esprimere un senso di dolore per la perdita di un uomo descritto come lavoratore e riservato. Il trentacinquenne fermato, invece, è descritto da alcuni come una presenza conosciuta, non certo un estraneo al tessuto sociale del paese. Saranno le prossime settimane di indagini – l’analisi dei rilievi della scientifica, la raccolta di ulteriori testimonianze e la ricostruzione dei movimenti delle due persone nelle ore precedenti – a chiarire se si sia trattato di un raptus improvviso, magari favorito da alcol o da uno stato di alterazione, oppure di un epilogo pianificato, anche solo in parte, da quella lite le cui radici affondano in un passato che solo gli inquirenti potranno tirare fuori dal buio di quella cantina.

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