Giuli silura i vertici dello staff: quei fondi negati al film su Regeni scatenano il terremoto al Collegio romano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La scossa, avvertita distintamente tra gli uffici del Collegio romano, arriva a distanza di giorni dalle dichiarazioni pubbliche del ministro. Alessandro Giuli, dopo aver definito “inaccettabile” il mancato finanziamento al docufilm “Tutto il male del mondo” – opera dedicata alla figura del ricercatore ucciso in Egitto –, ha deciso di passare dalle parole ai fatti concreti, intervenendo chirurgicamente, ma con una potenza inaudita, sulla composizione del proprio entourage più fidato. L’atto formale, concretizzatosi nella revoca degli incarichi a due figure di spicco della sua segreteria, rappresenta l’epilogo di una tensione sotterranea che covava da settimane. Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del Mic e considerato, a tutti gli effetti, l’uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, è stato rimosso per non aver ‘vigilato’ adeguatamente sulla vicenda; con lui, lascia l’incarico anche Elena Proietti, responsabile della segreteria personale del ministro, in un siluramento che ha dell’incredibile per la rapidità con cui si è consumato.

L’ombra del caso Regeni e la “mancata vigilanza” al centro della bufera

La genesi di questo terremoto politico-amministrativo affonda le radici in una decisione – quella della commissione tecnica – che aveva negato i contributi statali al documentario diretto da Simone Manetti. Proprio a loro, a Merlino e Proietti, Giuli avrebbe contestato una sorta di colpevole ritardo o, peggio, una mancata informativa su una pratica destinata a diventare, suo malgrado, un caso nazionale. Il film, che nel frattempo ha collezionato riconoscimenti importanti dalla critica e tributato un successo insperato dal pubblico, era diventato il simbolo di una gestione opaca. Il ministro, intervenendo pubblicamente, aveva già promesso di “mettere ordine laddove hanno prevalso opacità o imperizia”, e con questo decreto di revoca ha inteso mantenere fede a quell’impegno, senza però mai nominare esplicitamente il contenuto del lavoro cinematografico nelle motivazioni ufficiali.

La resa dei conti interna e lo smacco a Fazzolari

Non è sfuggito agli addetti ai lavori il valore politico, oltre che disciplinare, della scelta operata da Giuli. Emanuele Merlino non era semplicemente un funzionario: costituiva l’emanazione diretta del plenipotenziario di Fratelli d’Italia a Palazzo Chigi, e la sua rimozione rappresenta uno smacco pesantissimo per Giovanbattista Fazzolari, abituato a controllare i gangli vitali della macchina governativa. La domanda che circola sottotraccia – “Se Giorgia Meloni ha potuto chiedere le dimissioni di Santanchè e Delmastro, perché io non posso mandare via due membri del mio staff?” – rivela lo stato d’animo di un ministro intenzionato a rivendicare la propria autonomia, anche a costo di urtare le sensibilità della maggioranza.

Il precedente delle missioni e le fratture nelle segreterie

Accanto alla vicenda Merlino, c’è il capitolo che riguarda Elena Proietti. Per lei, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe di natura diversa, quasi “logistica” nel confronto con l’alta politica: la sua assenza alla missione istituzionale a New York dello scorso mese – un viaggio per il quale non si sarebbe presentata in aeroporto – ha convinto Giuli dell’impossibilità di continuare a lavorare fianco a fianco. Due episodi, tre i loro generi, hanno però avuto lo stesso esito: la rottura definitiva con una cerchia ristretta che, a giudizio del ministro, non garantiva più quel “sovrappiù di coscienza morale” necessario per guidare il dicastero in un momento storico così delicato. Il clima negli uffici rimane tesissimo, mentre l’opposizione parlamentare chiede a gran voce spiegazioni più dettagliate sul perché un’opera di alto valore civile sia stata esclusa dai contributi pubblici.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.