Superbonus, crediti esclusi per pagare le cartelle Cassa Forense
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i crediti d’imposta derivanti dal Superbonus, anche se acquistati da terzi, non possono essere utilizzati per estinguere le cartelle esattoriali relative a contributi previdenziali della Cassa Forense. La compensazione resta invece possibile esclusivamente per debiti che rientrano nel circuito F24, confermando così limiti precisi all’impiego di questi crediti agevolativi.
Limiti nell’uso dei crediti Superbonus per la Cassa Forense
La risposta a interpello n. 110/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che i crediti Superbonus acquistati da terzi possono essere impiegati in compensazione tramite modello F24 solo per debiti ordinari verso l’Erario. Non è consentito, invece, utilizzarli per estinguere cartelle già affidate alla riscossione della Cassa Forense, anche se riguardano contributi rateizzati. Questo vincolo nasce dall’assenza di una norma che autorizzi la compensazione diretta dei crediti per i debiti previdenziali iscritti a ruolo.
Il caso specifico di un professionista
Il chiarimento è stato sollecitato da un professionista che aveva in corso un piano di rateizzazione della Cassa Forense, articolato in 72 rate mensili. Egli intendeva utilizzare i crediti d’imposta derivanti dal Superbonus, anche acquistati da terzi, per estinguere anticipatamente le somme iscritte a ruolo. L’Agenzia ha confermato che tale operazione non è consentita, ribadendo che la compensazione dei crediti agevolativi resta valida solo per debiti ordinari tramite F24, mentre le cartelle previdenziali rimangono escluse.
Implicazioni per contribuenti e professionisti
La precisazione dell’Agenzia delle Entrate evidenzia la necessità per contribuenti e professionisti di distinguere tra crediti utilizzabili in compensazione F24 e quelli non applicabili per pagamenti diretti di cartelle esattoriali. La normativa conferma che i crediti da Superbonus non possono sostituire versamenti già iscritti a ruolo, anche in caso di debiti rateizzati, evitando così interpretazioni errate e rischi di sanzioni. Restano quindi valide solo le compensazioni ammesse nell’ambito delle procedure ordinarie F24.




