Concordato preventivo biennale, acconti senza maggiorazioni e nuovi vantaggi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il concordato preventivo biennale introduce nuove condizioni per il rinnovo dell’opzione 2026-2027, con acconti senza maggiorazioni e un pacchetto di vantaggi destinato a rendere più attrattivo l’accordo con il Fisco. Le modifiche arrivano nell’ambito del Decreto fiscale Omnibus, il quarto correttivo della riforma tributaria, che ha raccolto anche le valutazioni positive del Consiglio nazionale dei commercialisti. Tra le misure accolte figurano interventi sui benefici premiali, sulla riduzione degli adempimenti e sulla revisione delle cause di decadenza dal regime.

Il nuovo impianto del concordato preventivo biennale punta a semplificare alcuni passaggi per imprese e professionisti che scelgono di rinnovare l’adesione per il biennio 2026-2027. Il pacchetto di premi prevede, tra gli altri interventi, l’eliminazione delle maggiorazioni degli acconti e la riduzione di due anni dei termini di accertamento. Le misure riguardano anche l’estensione del ravvedimento speciale all’anno 2023, elemento inserito tra le proposte considerate nel percorso di revisione del sistema.

Le novità per rimborsi Iva e compensazioni fiscali

Il concordato preventivo biennale aggiornato modifica anche il quadro degli oneri legati agli adempimenti fiscali, con effetti sulle procedure per richiedere rimborsi Iva o utilizzare compensazioni relative all’imposta sul valore aggiunto, alle imposte dirette e all’Irap. Il nuovo assetto accompagna il rinnovo dell’accordo con il Fisco con un insieme di condizioni più favorevoli per chi decide di aderire nuovamente. L’obiettivo indicato nelle modifiche è ridurre alcuni ostacoli operativi collegati alla gestione fiscale delle imprese e dei professionisti.

Tra gli aspetti evidenziati nella revisione del concordato preventivo biennale rientra anche il superamento di alcune precedenti limitazioni all’accesso al regime. Le società e le associazioni professionali che rinnoveranno il concordato per il biennio 2026-2027 potranno mantenere l’adesione in situazioni che in passato avrebbero potuto far scattare cause di esclusione. Il nuovo quadro interviene quindi sulle condizioni che regolano la permanenza nel patto con il Fisco, modificando il rapporto tra adesione e vincoli previsti.

Cause di decadenza ridotte e nuove possibilità di correzione

Un altro elemento centrale della riforma riguarda la revisione delle cause di decadenza dal concordato preventivo biennale. Le casistiche vengono ridimensionate rispetto al passato, con l’obiettivo di rendere più semplice la gestione di alcune situazioni che potevano compromettere il rapporto con il regime. Tra le modifiche accolte rientra l’eliminazione della decadenza in presenza di debiti tributari e contributivi scaduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’adesione.

Il nuovo assetto prevede inoltre una maggiore possibilità di correggere errori od omissioni attraverso strumenti come la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso. La revisione delle regole coinvolge anche casi legati alla struttura dei soggetti aderenti: per società e associazioni professionali vengono considerate situazioni come la modifica della compagine sociale con ingresso di nuovi soci oppure la partecipazione in associazioni, società tra professionisti o società di avvocati. Questi interventi rientrano nel percorso di revisione del concordato preventivo biennale per il nuovo periodo 2026-2027.

Il pacchetto di modifiche al concordato preventivo biennale comprende quindi diversi interventi collegati ai premi per chi rinnova l’opzione e alla riduzione dei vincoli che regolano l’accesso e la permanenza nel regime. Le misure inserite nel Decreto fiscale Omnibus riguardano sia gli aspetti economici, come gli acconti senza maggiorazioni, sia quelli procedurali, con una revisione delle condizioni di esclusione e decadenza. Il nuovo quadro viene presentato attraverso le modifiche accolte nel correttivo della riforma tributaria e nelle proposte sostenute dai commercialisti.

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