Concordato preventivo biennale, nuove regole per gli acconti 2024
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Redazione Economia
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Il secondo acconto delle imposte 2024, in scadenza entro il 2 dicembre, richiede particolare attenzione da parte dei contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale. A seconda del metodo scelto per la determinazione dell'acconto, infatti, dovranno seguire regole specifiche legate al primo anno di applicazione del nuovo istituto di compliance. Se l'acconto viene determinato con il metodo storico, è prevista una maggiorazione calcolata sulla differenza, se positiva, tra il reddito concordato e quello d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato per il periodo d'imposta precedente. Diversamente, se l'acconto è determinato con il metodo previsionale, la seconda rata di acconto deve essere calcolata come differenza tra l'acconto complessivamente dovuto in base al reddito concordato e quanto versato con la prima rata calcolata secondo le regole ordinarie.
Il governo ha incassato 1,3 miliardi di euro dal concordato fiscale biennale con i lavoratori autonomi, chiuso il 31 ottobre scorso, ma sta preparando la riapertura dei termini per aderire al patto. Questa riapertura potrebbe avvenire tramite decreto e potrebbe estendersi fino a dicembre, ma sono necessari meccanismi particolari per utilizzare il maggior gettito per rimpolpare la manovra di bilancio, che continua a ricevere critiche. Il Concordato Preventivo Biennale (CPB), che doveva rappresentare una nuova frontiera del Fisco italiano, è stato introdotto dal governo per dare respiro alle imprese, soprattutto quelle più piccole. La finalità del CPB è duplice e ambiziosa: frenare l'evasione fiscale e raccogliere le risorse necessarie per ridurre dal 35% al 33% la seconda aliquota Irpef, per cui sono necessari 2,5 miliardi di euro.
La riapertura del concordato preventivo biennale è una possibilità concreta. Fonti di governo hanno fatto sapere che non si tratterà di una proroga del procedimento chiuso il 31 ottobre, ma di un nuovo strumento, con l'ipotesi di un decreto. Secondo le stesse fonti, si sta ragionando sulla scadenza e si ipotizza che il nuovo termine possa essere fissato al 31 dicembre. La soluzione più efficace sembra essere il decreto legge, immediatamente esecutivo, da far confluire poi con un emendamento all'interno della manovra finanziaria o del decreto Fiscale, come spiegato da Dario Damiani (Fi), relatore del dl al Senato




