Concordato preventivo biennale, nuove regole per imposta sostitutiva e acconti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il concordato preventivo biennale introduce regole specifiche per la tassazione del maggior reddito concordato rispetto a quello dichiarato e per la determinazione degli acconti d’imposta. Per la tassazione dell’eccedenza di reddito, è possibile optare per un’imposta sostitutiva ad aliquote variabili. Per gli acconti, nel primo periodo d’imposta di applicazione del concordato, si può scegliere tra il calcolo su base previsionale o su base storica.

I soggetti Isa e forfetari che aderiscono al concordato preventivo biennale non possono essere sottoposti ad accertamenti, salvo che, in seguito all'attività istruttoria, emergano cause di decadenza dall'accordo. L'Agenzia delle Entrate ha inviato lettere ai possibili fruitori del concordato con l'autodiagnosi degli Isa, ricordando i limiti e le garanzie del concordato.

Il ravvedimento fiscale per il periodo 2018-2022 è stato ridotto di un anno, coprendo il quinquennio 2018-2022 anziché 2018-2023, per i contribuenti che aderiranno al concordato preventivo biennale entro il 31 ottobre. Questo emendamento al decreto omnibus sul concordato è stato depositato in commissione al Senato. Inoltre, i termini di decadenza dell’accertamento, in scadenza dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2026, sono prorogati al 31 dicembre 2027.

Il concordato preventivo biennale è uno strumento volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi.

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