Ozzy Osbourne, stroncato da infarto acuto: le cause della morte del re dell'heavy metal
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La rockstar Ozzy Osbourne, voce iconica dei Black Sabbath e leggenda indiscussa dell'heavy metal, è morto il 22 luglio scorso a 76 anni a causa di un "infarto miocardico acuto", seguito da un arresto cardiaco. A rivelarlo sono i documenti ufficiali del certificato di morte, citati dalla stampa britannica, che indicano come concause anche una malattia coronarica e il morbo di Parkinson, di cui il musicista soffriva da anni, aggravato da disfunzione autonomica.
Il Daily Mail, che per primo ha pubblicato i dettagli, sottolinea come il decesso sia avvenuto nonostante i tentativi di soccorso: un team di elisoccorso era intervenuto tempestivamente nella sua residenza nel Buckinghamshire, senza però riuscire a salvarlo. La notizia, confermata anche dal New York Times, ha riacceso i riflettori sulle precarie condizioni di salute di Osbourne, costretto a ritirarsi dalle scene proprio a causa del Parkinson, diagnosticatogli nel 2003.
Ken Paisli, critico musicale neozelandese e autore di numerosi saggi sul rock, ha annunciato per il 6 agosto l’uscita di "Ozzy, la storia", una riedizione arricchita di aneddoti e retroscena sulla vita del cantante. Paisli, noto per la sua capacità di raccontare i grandi nomi della musica con uno stile vivido, ha ricordato come Osbourne abbia "inseguito l’eccesso senza mai nascondersi, trasformando le proprie battaglie in arte".




