Ozzy Osbourne muore a 76 anni: addio al profeta oscuro dell’heavy metal
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è spento a 76 anni Ozzy Osbourne, la voce graffiante che ha plasmato l’heavy metal e trasformato la propria turbolenta esistenza in un’opera d’arte. La notizia della sua morte, giunta il 22 luglio 2025, ha scosso il mondo della musica, lasciando un vuoto incolmabile tra chi, da decenni, lo considerava un’icona irripetibile. Birmingham, la città che lo vide nascere e dove pochi giorni prima aveva tenuto il suo ultimo concerto, Back to the Beginning, diventa ora il luogo simbolico del suo commiato.
Artisti del calibro di Elton John, i Metallica e Rob Zombie hanno reso omaggio a colui che, con i Black Sabbath, ha ridefinito i confini del rock. “Grazie per la tua musica, Ozzy”, hanno scritto in molti, condensando in poche parole il debito che intere generazioni hanno verso di lui. La sua carriera, segnata da eccessi e rinascite, è stata un perpetuo oscillare tra genio e sregolatezza, tra aneliti creativi e battaglie personali che ne hanno logorato il fisico senza però intaccarne lo spirito.
Quello che Osbourne ha lasciato non è solo un catalogo di brani entrati nella storia, ma un’estetica che ha influenzato innumerevoli artisti. Se il metal esiste nella forma che conosciamo, gran parte del merito è suo: dalle atmosfere cupe di Paranoid alla teatralità grottesca dei suoi live, ogni suo gesto è diventato un capitolo di un genere che, senza di lui, sarebbe stato diverso.




