Horner fuori dalla Red Bull: un terremoto nel paddock che cambia la F1
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Redazione Sport
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Christian Horner non è più il team principal della Red Bull, e la notizia, sebbene circolata per settimane tra indiscrezioni e scontri interni, ha comunque l’effetto di una bomba. Dopo vent’anni, l’uomo che ha trasformato una squadra neonata in una dinastia dominante – con otto titoli piloti e sei costruttori tra Sebastian Vettel e Max Verstappen – viene estromesso in un colpo solo. Un epilogo che, pur non essendo del tutto inatteso, segna una cesura netta nella storia recente della Formula 1.
La crisi, esplosa all’inizio del 2024 con l’indagine interna per presunti comportamenti inappropriati – rivelata dal giornalista olandese Erik Van Haren – ha scavato un solco sempre più profondo tra Horner e la dirigenza. Le tensioni con Verstappen, che pure ha ribadito più volte la propria fedeltà alla scuderia, e le frizioni con Adrian Newey, genio tecnico della squadra, hanno accelerato la frattura. Ma ciò che ha reso inevitabile l’addio è stata la perdita di appoggio da parte della proprietà, che ha preferito voltare pagina nonostante i successi sportivi.
Il licenziamento arriva in un momento di apparente tranquillità, durante la pausa estiva, ma le implicazioni potrebbero essere di lunga durata. Verstappen, legato alla Red Bull fino al 2028, ha già escluso un passaggio alla Mercedes, ma il vuoto lasciato da Horner rischia di ripercuotersi sull’assetto tecnico e gestionale. Newey, da tempo corteggiato dalla Ferrari, potrebbe ora valutare con maggiore attenzione un eventuale cambiamento, mentre il team dovrà trovare una guida capace di gestire un’eredità ingombrante.




