I funerali dei giornalisti uccisi nell’attacco israeliano a Gaza, Al Jazeera accusa: “Era un bersaglio”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gaza City, 11 ago. – Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali dei cinque giornalisti di Al Jazeera uccisi ieri in un raid israeliano nei pressi dell’ospedale al-Shifa, dove avevano allestito una tenda per continuare a documentare, nonostante tutto, una guerra che ormai da ventidue mesi insanguina la Striscia. Tra le bare avvolte nelle bandiere palestinesi c’era anche quella di Anas al-Sharif, volto noto del network qatariota, che le forze israeliane hanno definito “un terrorista che si spacciava per giornalista”, sostenendo che guidasse una cellula di Hamas. Accuse respinte con fermezza da Al Jazeera, secondo cui si è trattato invece di “un attacco mirato per mettere a tacere la verità”.

La dinamica dell’operazione, come spesso accade in questo conflitto, resta controversa. L’esercito israeliano ha ammesso di aver colpito la tenda, ma insiste sul fatto che al-Sharif fosse un obiettivo legittimo, mentre l’emittente parla di un “crimine premeditato”, l’ultimo di una lunga serie contro chi cerca di raccontare ciò che accade a Gaza. “Eravamo lì da mesi, tutti sapevano che eravamo giornalisti”, ha detto un collega dei caduti, che ha preferito non farsi identificare. “Se anche sotto i caschi e i giubbotti con la scritta ‘press’ siamo considerati bersagli, allora non c’è più spazio per alcuna informazione”.

I nomi delle vittime – oltre ad al-Sharif, i cameraman Mohammed Qreiqeh, Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwae – sono stati scanditi più volte durante la cerimonia funebre, mentre i parenti, alcuni in lacrime, altri muti per lo shock, stringevano al petto le loro foto. Quello che è successo ieri, ha osservato un reporter presente sul posto, “non è un episodio isolato, ma parte di una strategia per oscurare la realtà”. Una tesi che trova conferma nei numeri: secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, dall’inizio della guerra oltre cento operatori dell’informazione sono stati uccisi a Gaza, quasi tutti palestinesi.

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