Arianna Fontana fuori dal podio nei 1000 metri, l'azzurra: “La cinese mi ha sportellato, che rabbia”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sogno di diventare l'italiano più medagliato della storia olimpica, superando quel leggendario schermidore che è Edoardo Mangiarotti, per Arianna Fontana è rinviato. La 35enne di Berbenno, che aveva eguagliato la quota di tredici metalli tra estati e inverni, si è fermata ai piedi del podio nella finale dei mille metri femminili di short track, in una gara che lascia un retrogusto amaro, fatto di contatti al limite e di una rimonta solo sfiorata. L’oro, il terzo della sua personale collezione a questi Giochi, è andato ancora una volta all’olandese Xandra Velzeboer, già dominatrice dei cinquecento metri, che ha fermato il cronometro sull’1’28”523, precedendo la canadese Courtney Sarault, argento, e la sudcoreana Kim Gil-li, bronzo. Per l’Italia, che attendeva un altro sigillo dalla sua portabandiera, arriva invece un quarto posto dal sapore beffardo, con un tempo di 1’28”745 che la lascia a un decimo dalla zona medaglie.

È stata una finale nervosa, decisa da un episodio avvenuto a poche tornate dalla conclusione, quando la pattinatrice asiatica, la cinese Gong Li, nel tentativo di prendere posizione, ha chiuso la traiettoria all’azzurra. Una spallata, o come l’ha definita la diretta interessata con un'espressione tanto plastica quanto colloquiale, una vera e propria “sportellata” che ha spezzato l'azione della fuoriclasse valtellinese. Proprio nel momento in cui stava studiando l’attacco per proiettarsi al comando, quella spinta l’ha costretta all’esterno, facendola scivolare in quarta posizione e costringendola a una rincorsa disperata. Da lì in poi, nonostante il tentativo di ricucire il gap e un finale in progressione, il distacco dalle prime si è rivelato incolmabile.

Nella mixed zone, dove i giornalisti raccolgono le voci ancora calde degli atleti, è apparsa una Fontana combattuta tra la delusione e la grinta. “Fa rabbia, perché finire così una gara non ti dà la possibilità di giocarti il podio”, ha esordito, spiegando che proprio mentre la cinese l’ha spinta lei stava per lanciarsi in prima posizione. “Mi ha sportellato alla grande”, ha ripetuto, usando quel verbo, “sportellare”, che nel gergo dello short track descrive perfettamente la chiusura improvvisa dell’avversaria. Ha ammesso che forse, una volta sola in stanza, si lascerà andare a un pianto liberatorio, ma ha subito spostato il focus sulla prossima sfida: tra due giorni c’è la finale della staffetta, e quella rabbia, ha assicurato, diventerà benzina per tornare in pista più cattiva.

I grattacapi del team azzurro e la staffetta nel mirino

La giornata non ha sorriso del tutto nemmeno agli altri azzurri del pattinaggio. Se nella finale B Elisa Confortola ha colto un successo che le vale il sesto posto assoluto, sono arrivate invece buone notizie dal fronte maschile con la qualificazione alla finale dei cinquemila metri della staffetta. Il quartetto composto da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Giacomo Cassinelli ha dovuto sudare per strappare il pass, complice un semifinale caotica dove proprio Sighel, ormai abituato a questi numeri, ha tagliato il traguardo quasi di spalle a causa di un contatto, riuscendo comunque a conquistare il secondo posto utile per l’accesso all’ultimo atto. Nelle batterie dei cinquecento metri, invece, tutti e tre gli italiani in gara, lo stesso Sighel, Previtali e Nadalini, hanno staccato il biglietto per i quarti di finale, tenendo vive le speranze in una specialità regina.

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