La staffetta azzurra vola in finale, ma per Fontana e Vinatzer è una giornata amara
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Redazione Sport
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La diciannovesima medaglia, quella che le avrebbe permesso di staccare definitivamente il fuoriclasse della scherma Edoardo Mangiarotti nell'albo d'oro degli sportivi italiani più decorati a Cinque Cerchi, dovrà attendere ancora un poco. Arianna Fontana, la fuoriclasse valtellinese dello short track, ha chiuso al quarto posto la finale dei mille metri, in una gara che lascia un retrogusto di amaro in bocca e più di un interrogativo. Partita con il secondo crono, l'azzurra è stata protagonista di una condotta di gara attenta fino a quando, a un paio di tornate dal termine, è finita vittima di un contatto con la cinese Gong Li, una sportellata che l'ha costretta a rallentare e a perdere contatto con le primissime posizioni. La rimonta disperata, quella che l'ha portata a ridosso del podio, non è bastata per superare la coreana Kim Gil-li, autrice di un finale di potenza. I giudici, dopo aver visionato le immagini al monitor, hanno giudicato regolare l'azione, scatenando la rabbia sportiva della pattinatrice, apparsa visibilmente scossa e delusa al termine della prova vinta dall’olandese Xandra Velzeboer, che fa suo anche l'argento davanti alla canadese Courtney Sarault -1-2-6.
Se per la staffetta mista d'oro e argento nei cinquecento metri la giornata si è chiusa con un piazzamento comunque dignitoso, per un altro dei nomi di punta dello sci alpino italiano le Olimpiadi di casa si sono trasformate in un vero e proprio calvario. Alex Vinatzer, il gardenese dalle grandi speranze, non ha concluso nemmeno la prima manche dello slalom speciale in programma sulla pista Stelvio di Bormio, tradito dopo pochi paletti da un'inforcata che lo ha definitivamente estromesso dalla gara. Una fitta nevicata, con visibilità ridotta e neve fresca, ha reso il tracciato insidioso per molti, ma per l'azzurro si tratta del terzo insuccesso in queste Olimpiadi, dopo l'uscita nel gigante e una prova di combinata a squadre al di sotto delle attese che aveva vanificato il buon tempo di Giovanni Franzoni in discesa. Con lui, fuori anche Tommaso Sala, completando un quadro a tinte fosche per la squadra maschile -1-3-9.
A risollevare l'umore di una mattinata complessivamente opaca, in cui Elisa Confortola ha comunque vinto la finale B dei mille metri e si è dovuta accontentare, ci hanno pensato gli uomini della staffetta maschile del short track. Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli hanno conquistato l'accesso alla finale dei cinquemila metri, in programma venerdì, con una semifinale condotta con intelligenza e cuore. In una gara caotica, gli azzurri sono stati bravi a non perdere la testa e, nel finale, a sfruttare un contatto tra gli avversari per operare una rimonta che li ha proiettati al secondo posto, dietro al fortissimo Canada. Non è mancato, peraltro, il consueto numero di Sighel: il trentino, nei quarti dei cinquecento metri, è stato sbilanciato all'ultima curva da un avversario ed è arrivato al traguardo di spalle, quasi in equilibrio instabile, ripetendo in modo però del tutto involontario l'acrobazia che aveva caratterizzato l'esultanza per l'oro nella staffetta mista di qualche giorno fa -1-2-4.




