Ferretti, il socio cinese boccia l’opa del gruppo ceco Kkcg
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Redazione Economia
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La tensione, che serpeggia ormai da giorni tra gli azionisti della cantieristica di lusso, è sfociata in una netta presa di posizione. Ferretti Investment Holding, il veicolo attraverso cui il gruppo industriale cinese Weichai detiene una quota del 38% nel capitale del gruppo, noto per marchi iconici come Riva, Pershing e Wally, ha respinto senza mezzi termini l’offerta pubblica di acquisto parziale lanciata dalla Kkcg Maritime del miliardario ceco Karel Komarek. “Non accetta, né ha alcuna intenzione di accettare, tale offerta”, si legge in una nota stringata e definitiva, che giunge a soli tre giorni di distanza dall’annuncio dell’operazione da parte della controparte, volta a raddoppiare la propria partecipazione fino al 29,9%. Un muro contro muro, il cui esito finisce per riverberarsi anche sui listini, dove il Titolo ha mostrato segnali di incertezza.
Il braccio di ferro che scuote i mercati
La freddezza della risposta cinese, che arriva in un momento delicato quale quello che precede il rinnovo degli organi sociali, ha inevitabilmente influito sulla valutazione di Borsa. I titoli di Ferretti, quotati a Hong Kong, hanno infatti accusato una flessione, dimostrando come la contesa per il controllo, o quantomeno per una maggiore influenza nella governance dell’azienda, sia percepita dagli investitori come un elemento di potenziale instabilità. Quella che si sta delineando, in sostanza, non è una semplice operazione finanziaria, bensì una battaglia per l’indirizzo futuro di un gioiello dell’industria nazionale, il cui fascino attira capitali da ogni parte del globo.
Un patrimonio di know-how e prestigio conteso
Il motivo di tanto interesse risiede nella natura stessa del Gruppo Ferretti, considerato da molti un ambasciatore senza eguali del saper fare italiano nel mondo della nautica da diporto. Il suo portafoglio, che racchiude alcuni dei nomi più prestigiosi e desiderati dagli appassionati, rappresenta il frutto di una sapiente commistione tra tecnologie all’avanguardia e una tradizione artigianale tramandata nei cantieri, i quali – come quelli di Sarnico per il marchio Riva – costituiscono veri e propri santieri della bellezza e della qualità. È questo patrimonio, fatto di immagine, competenze e visione imprenditoriale, a essere oggi al centro della disputa tra il storico socio cinese, entrato nel capitale ormai oltre un decennio fa, e il nuovo arrivato dell’Est europeo.
La posta in gioco oltre le quotazioni
Mentre si attendono ulteriori sviluppi formali, la partita sembra dunque configurarsi come uno scontro tra due diverse visioni strategiche. Da un lato, Weichai appare determinato a difendere la posizione di controllo acquisita nel tempo, vedendo in Ferretti non un semplice investimento ma un asset industriale di primaria importanza per la sua presenza globale. Dall’altro, la mossa di Kkcg Maritime punta chiaramente a ritagliarsi uno spazio di peso all’interno di un consiglio di amministrazione i cui equilibri potrebbero presto mutare. La cronaca finanziaria, in casi come questi, spesso racconta di lunghi negoziati o di escalation legali, ma al di là delle mosse sui titoli, ciò che è in gioco è la tutela e la proiezione di un’eccellenza manifatturiera che ha reso celebre il “made in Italy” in tutti i mari del pianeta.




